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La crisi non fa sconti a nessuno: a rischio 100 mila professionisti

La crisi non risparmia nessuno, nemmeno i professionisti. 100 mila dei quali rischiano di cessare la propria attività nel corso dei prossimi mesi. L’allarme arriva dagli ultimi dati divulgati da Adepp, l’Associazione delle casse di previdenza private, che ha sintetizzato le proprie stime nel corso della presentazione a Roma del primo rapporto sul welfare. Un’emergenza di fronte alla quale sono state adottate misure come l’anticipazione dei bonus previsti dal governo per l’emergenza (600-1000 euro mensili).

La crisi non fa sconti a nessuno: a rischio 100 mila professionisti

Le richieste di bonus, d’altronde, sono state già avanzate da 495 mila professionisti, praticamente due su cinque, alla ricerca di assistenza fiscale, di possibilità di proroghe, rateizzazioni e l’annullamento degli interessi e delle sanzioni, in alcuni casi anche la deroga al requisito della regolarità contributiva per poter accedere ai sussidi. A fare domanda e accedere maggiormente ai bonus sono stati geometri e biologi, seguiti da ingegneri e architetti, psicologi e avvocati.

La crisi non fa sconti a nessuno: a rischio 100 mila professionisti

In totale, il 38% dei professionisti ha fatto richiesta agli enti di categoria per avere accesso alle agevolazioni introdotte durante l’emergenza Covid. “Si tratta di somme straordinarie che le casse private hanno anticipato – ha spiegato il presidente Adepp Alberto Oliveti – per dare un aiuto immediato ai contribuenti. Gli enti hanno anche rinviato la riscossione dei versamenti annuali: su questo però l’erario ha avanzato qualche obiezione per chi ha posticipato addirittura al prossimo anno solare. A tal proposito abbiamo già chiesto al governo l’apertura di un tavolo”.

La crisi non fa sconti a nessuno: a rischio 100 mila professionisti

Il quadro generale, insomma, è tutt’altro che roseo, ennesima conferma di come la pandemia abbia colpito duro gli italiani e di come le misure messe in campo dal governo si siano rivelate inefficaci. Lo stesso Oliveti ha sottolineato: “In questi mesi ci siamo trasformati anche in un ammortizzatore sociale per i nostri iscritti, ma non dobbiamo dimenticare che noi non abbiamo alcuna forma di tassazione agevolata, in Europa nessuna cassa di previdenza privata subisce un regime fiscale così alto. Basti pensare che Enpam, la cassa dei medici, ha versato alle casse del Fisco 680 milioni di euro negli ultimi cinque anni”.

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