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La caccia alla poltrona non è finita: tra i partiti ora è guerra per i sottosegretari

La caccia alla poltrona nel nuovo governo Draghi non è ancora finita. Chiuso il capitolo ministri, con veri e propri capolavori come le conferme di Speranza e Lamorgese e i ritorni di “poltronari” di prima categoria come Brunetta e Gelmini, ora è la volta dei vice e dei sottosegretari, in una partita che vede i partiti giocare ancora a carte copertissime. L’unica regola certo, al momento, pare quella che, laddove una formazione politica si sia già accaparrata un ministero, non potrà strappare anche un vice o un sottosegretario. E così, per esempio, a tentare di portare a casa un sottosegretario al ministero degli Interni di Luciana Lamorgese è la Lega: i principali indiziati sono Nicola Molteni e Stefano Candiani, ai quali Salvini affiderebbe così il compito di monitorare l’operato la situazione soprattutto sul fronte sicurezza (sui migranti si è già rassegnato a seguire le regole imposte dall’Ue).

La caccia alla poltrona non è finita: tra i partiti ora è guerra per i sottosegretari

C’è anche il Pd, però, a guardare alla casella di sottosegretario agli Interni con particolare appetito. In pole, dalle parti dei dem, resta al momento Matteo Mauri, che aveva la delega alla pubblica sicurezza nel Conte 2, ma girano anche i nomi di Emanuele Fiano, Carmelo Miceli e Monica Cirinnà. Due invece i candidati del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi e Carlo Sibilia, con il reggente che sembra ovviamente favorito in caso la poltrona dovesse finire alla fine a un grillino. Occhi puntati anche sul ministero dell’Economia affidato a Daniele Franco, l’uomo giusto per rappresentare un esecutivo nato per inchinarsi all’Europa. Non è chiaro se in quel ministero i sottosegretari saranno tecnici o meno, in caso i partiti hanno pronta la loro lista: Laura Castelli per il M5S, Antonio Misiani o Marianna Madia per il Pd, Massimo Bitonci per la Lega e Picchetto Fratin per Forza Italia.

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La caccia alla poltrona non è finita: tra i partiti ora è guerra per i sottosegretari

Alla Sanità, la conferma di Roberto Speranza è la cartina di tornasole di un governo che, come il precedente, si prepara a sfoderare l’arma del lockdown vista l’incapacità di gestire l’emergenza sanitaria. Salvini, già molto polemico con il ministro, vorrebbe piazzare un suo uomo, con Gian Marco Centinaio favorito su Luca Coletto. Due i nomi per il M5S, Pierpaolo Sileri e Maria Domenica Castellone, mentre il Pd sembra voler puntare su Sandra Zampa. Ha preso quota, nelle ultime ore, la possibilità di un ritorno di Beatrice Lorenzin.

La caccia alla poltrona non è finita: tra i partiti ora è guerra per i sottosegretari

Sul fronte Giustizia, infine, è soprattutto Forza Italia ad insistere per sistemare un sottosegretario al fianco di Marta Cartabia. In pole position c’è l’avvocato Francesco Paolo Sisto, favorito su Giacomo Caliendo, mentre il nome forte dei renziani è Gennaro Migliore, con Lucia Annibali pronta a entrare nella partita se Renzi optasse per una donna. Nel Pd avanzano le candidature di Andrea Giorgis e Valeria Valente, i Cinque Stelle puntano su Vittorio Ferraresi e Francesca Businarolo.

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