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Ecco come funziona la stangata che colpirà chi paga le tasse in ritardo

Incurante della tragedia economica e sociale che hanno vissuto milioni di italiani in questi due anni, lo Stato veste i panni dell’usuraio e inizia a bussare alle porte dei cittadini. Il 15 dicembre infatti in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato un decreto del Mef che porta gli interessi legali dal minimo dello 0,01 all’1,25%. Un’impennata del 125%. Che significa? Tradotto in soldoni: se un contribuente non ha versato 20 mila euro di tasse, per ravvedersi lo scorso anno avrebbe pagato 2 euro di interessi legali, lo 0,01% appunto, il prossimo ne dovrà sborsare 250. C’è una bella differenza. Come spiega Libero, “l’aspetto economico più preoccupante è che con questo rialzo viene certificato che l’aumento dell’inflazione è strutturale e una delle tipiche manovre per raffreddare il carovita è quella di portare su i tassi di interesse”. (Continua a leggere dopo la foto)

Dalle bollette di luce a gas per arrivare fino a cereali, ferro, rame, carte e alle altre principali materie prime, il 2022 rischia dunque di passare alla storia come l’anno dei rincari. Un vero e proprio salasso per le famiglie italiane già debilitate dalla crisi innescata dalla pandemia e dai governi incapaci di gestirla. E adesso, a partire dal 1° gennaio 2022, questo tasso di interesse legale passerà all’1,25% in ragione d’anno. L’aggiornamento annuale è previsto dall’articolo 1284, primo comma, del codice civile, secondo cui la percentuale deve essere rivista “sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno”. (Continua a leggere dopo la foto)

A stabilire questo aumento di oltre un punto percentuale (per il 2021 era stato fissato allo 0,01%) è il decreto del MEF del 13.12.2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 15.12.2021. Come spiega Fisco e Tasse, “la variazione ha risvolti di varia natura, anche di carattere fiscale, ad esempio in fase di determinazione delle somme da versare quando si fa ravvedimento. Infatti, quando si ricorre a tale istituto, è questo il saggio da considerare per il conteggio degli interessi dovuti: vanno calcolati giornalmente, tenendo conto del fatto che il tasso da applicare potrebbe non essere unico, ma cambiare in ragione di quello vigente nei diversi periodi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il nostro codice civile prevede che ogni anno il Mef entro il 15 di dicembre modifichi “il saggio” sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Va da sé che con l’incremento del costo della vita spiegato sopra anche gli interessi legali siano schizzati. L’incremento vuol dire che il debitore paga di più, mentre il creditore e lo Stato (l’interesse è tassato) incassano di più.

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