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Energia, stangata per imprese e cittadini: bollette horror dal 1° ottobre

Ancora bruttissime notizie per le imprese che faticosamente tentano di rialzarsi dopo i disastri provocati dal Covid e dalla politica che ha gestito l’intera emergenza. Nella Borsa il prezzo all’ingrosso del chilowattora è balzato dai 38 euro del 2020 a 145 di oggi. Questo si traduce irrimediabilmente in un aumento vertiginoso delle bollette per l’energia. Come spiega Jacopo Gilberto sul Sole 24 Ore, “prepariamoci alla botta. Prezzo medio all’ingrosso della corrente elettrica l’anno scorso: 38,92 euro per mille chilowattora. Ecco i dati della borsa elettrica italiana del Gestore dei Mercati Energetici: oggi la corrente elettrica all’ingrosso costa 174,23 euro per mille chilowattora. In media, quattro volte tanto”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sarà un ottobre bollente. Il 1° del mese è vicinissimo, “e quel giorno come ogni tre mesi l’autorità dell’energia Arera aggiornerà le bollette di luce e gas”. Già il 1° luglio era scattato un altro aumento: +9,9% per l’elettricità e +15,3% per il gas. Non basta. “Sull’aggiornamento Arera si orientano anche i valori del mercato libero delle famiglie. Chi un anno fa aveva stipulato contratti a prezzo fisso con listini un quarto di quelli attuali potrebbe avere un rinnovo da cavar la pelle”. E andrà peggio per le imprese che stanno stipulando i contratti industriali di fornitura dell’energia”. (Continua a leggere dopo la foto)

Di conseguenza, e questo è il vero campanello d’allarme per tutta la società, aumenterà di brutto anche il prezzo del pane. Aurelio Regina, delegato Energia della Confindustria, dice al Sole: “Bisogna intervenire in sede Ue sulla speculazione finanziaria nel mercato della CO2 che, assieme all’escalation dei prezzi del gas, è una delle cause principali dei rincari energetici”. Massimo Bello (Wekiwi), presi-dente dell’associazione dei grossisti e trader dell’energia Aiget, avverte che “tra le voci di rincaro la forte impennata del costo della CO2 non è un fenomeno transitorio e rischia di diventare strutturale”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Le aziende non si sono ancora rese conto”, commenta Diego Pellegrino (Eroga Energia), presidente dell’associazione Arte che raccoglie circa 120 trader e rivenditori di elettricità e gas soprattutto di dimensioni medie o piccole. “Sarà una spallata per i settori energivori, ad altissima intensità d’energia”. In tutto questo, il governo italiano resta lì a guardare, e le conseguenze ricadranno su cittadini e imprese.

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