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Il Sud chiede i danni a Conte: “Irresponsabile imporci il lockdown totale”

Sono bastate poche ore per trasformare i verbali desecretati del comitato tecnico scientifico in una vera e propria bomba pronta a esplodere nelle mani del governo. Perché quello che emerge da quei dossier coincide esattamente con la realtà già evidente sotto gli occhi di tanti lavoratori costretti a fare i conti con una crisi senza precedenti: mentre nel Nord Italia il coronavirus obbligava a ricorrere a misure di contenimento forti, la situazione al Meridione era tutt’altro che drammatica. Di sicuro, non tale da giustificare un lockdown totale, che ha finito per mettere in ginocchio l’economia costringendo le aziende a rimanere con le saracinesche abbassate per settimane e settimane. E allora, ecco che le associazioni di categoria si preparano a chiedere i danni.

Il Sud chiede i danni a Conte: "Irresponsabile imporci il lockdown totale"

Dito puntato contro lo Stato per le gravi perdite subite. Con le accuse a fioccare copiose da tutte le parti. Tra le tante voci che si sono subito levate, quella della presidente del Gruppo Nazionale Terziario Donna Patrizia Di Dio, presidente anche di Confcommercio Palermo: “È stato un golpe e non ne capiamo le ragioni. Chiederemo con forza che i danni per un territorio come il nostro vengano risarciti, che emerga la responsabilità per aver fatto sprofondare la Sicilia in una drammatica e insanabile emergenza economica e sociale”.

Il Sud chiede i danni a Conte: "Irresponsabile imporci il lockdown totale"

Una rabbia forte, che sta spingendo gli imprenditori del Sud a mettersi insieme per dare vita ad associazioni pronte a presentare il conto al governo. Persone che hanno visto da un giorno all’altro precipitare la propria situazione economica a causa di restrizioni che, stando agli stessi pareri del comitato tecnico scientifico, al Sud avrebbero potuto essere molto meno ferree. Indignazione è arrivata anche dal Fipe, l’associazione dei ristoratori e dei gestori dei bar: “Per ora non abbiamo deciso di intraprendere azioni legali – ha chiarito il vicario nazionale Aldo Cursano – ma sicuramente c’è un gruppo di ristoratori che ci sta pensando”. Il settore, d’altronde, annaspa. Con 330 mila lavoratori che si sentono a rischio disoccupazione e non, a quanto pare, per colpe proprie.

Il Sud chiede i danni a Conte: "Irresponsabile imporci il lockdown totale"

Sul piede di guerra anche gli albergatori, altro ramo sul quale la crisi ha picchiato fortissima e pronti a loro volta a chiedere i danni. Con il rischio che la tensione spacchi in due il Paese, con il Sud a sentirsi vittima di provvedimenti che avrebbero dovuto riguardare soltanto il Nord. Tra i suggerimenti del comitato a Conte, c’era ad esempio la possibilità di tenere aperti bar e ristoranti, nel rispetto dei distanziamenti, così come l’apertura dei luoghi di interessi culturale. Il premier, invece, il 9 marzo optò per il lockdown totale in tutto il territorio della Penisola. Una scelta della quale in tanti stanno pagando un prezzo che ora considerano ingiusto.

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