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Il regalo del governo: pronti 3 miliardi per chi comprerà Monte dei Paschi

Un regalo da 3 miliardi di euro, un tesoro pronto a finire nelle mani di chi acquisterà Monte dei Paschi di Siena. Così il governo cerca di sbloccare una trattativa, quella per la cessione dell’istituto, considerata quanto mai urgente, considerata anche la pessima situazione in cui versa al momento l’ente: il patrimonio è recentemente sceso a 6,77 miliardi di euro a causa delle perdite fatte registrare a settembre, una cifra vicina al minimo di vigilanza. Non a caso, ci si prepara a un aumento da 2 miliardi, che saranno versati per il 68% dal ministero dell’Economia all’inizio del prossimo anno.

Il regalo del governo: pronti 3 miliardi per chi comprerà Monte dei Paschi

Come rivelato in queste ore da Repubblica, però, ecco la novità: una misura che, se dovesse arrivare a Palazzo Chigi senza subire modifiche, permetterà all’eventuale compratore di Mps di computarsi la dote a capitale per la trasformazione di 3,7 miliardi di attività fiscali differite in credito con l’Erario. Quelle che, nel corso della scorsa stagione, la stessa Monte dei Paschi aveva tolto dal bilancio perché considerate di fatto irrecuperabili. Il tutto a patto che “dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021 compia operazioni di aggregazione aziendale attraverso fusione, scissione o conferimento d’azienda”.

Il regalo del governo: pronti 3 miliardi per chi comprerà Monte dei Paschi

Il soggetto “risultante dalla fusione o incorporante, beneficiario e conferitario” avrebbe così la possibilità di accrescere il proprio capitale grazie all’uso di alcune perdite fiscali dell’istituto. La norma, teoricamente, si rivolge all’intero sistema operativo italiano ma, per come è stata pensata e messa nero su bianco, è in realtà scritta appositamente per rendere meno gravoso l’acquisto della banca, che il Tesoro si è impegnato con l’Ue a privatizzare nuovamente entro la fine del 2021. Peccato che, però, di eventuali acquirenti non ci sia neanche l’ombra.

Il regalo del governo: pronti 3 miliardi per chi comprerà Monte dei Paschi

Utilizzabile una sola volta per ciascun interessato, la norma vale anche per “le attività fiscali differite non iscritte a bilancio”, non compensabili con l’imponibile perché manca la redditività prospettica. L’Erario si limiterà a incassare una commissione del 25% di quanto trasformato, detraibile dalle tasse (il 17% netto). L’altro vincolo è il tetto massimo del 2% dell’attivo dell’azienda acquisita: nel caso di Mps, il totale fa 2,925 miliardi. Un tentativo che ha un destinatario ben preciso, Unicredit, alla cui porta il Tesoro bussa da tempo senza però aver ancora ricevuto il permesso di aprire.

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