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Il consigliere che guadagna 277 mila euro l’anno ma ha chiesto il bonus “per darlo in beneficenza”

Mentre prosegue la caccia ai cinque onorevoli che, nel bel mezzo della crisi economica post-Covid, hanno avuto il coraggio di chiedere e ottenere il bonus Iva messo a disposizione del governo, iniziano a saltar fuori i nomi di chi, tra i circa 2000 amministratori locali coinvolti, ammette di aver inoltrato regolare richiesta per ricevere soldi pubblici sotto forma di contributi. Tra questi anche Ubaldo Bocci, consigliere comunale di Firenze in quota Lega e coordinatore del centrodestra nel capoluogo toscano. Che però, badate bene, sostiene di aver voluto per sé la somma soltanto per poi girarla in beneficenza.

Attraverso le pagine de La Repubblica, Bocci ha cercato infatti di difendersi dal polverone che si era sollevato nel frattempo intorno alla sua figura: “Ho preso quei soldi ma non li ho tenuti per me”. Aggiungendo poi che i 600 euro destinati teoricamente a famiglie e lavoratori in difficoltà lui li avrebbe usati “per fare beneficenza. Ho preso quei soldi per darli ad associazioni che si occupano di disabili, poveri e tossicodipendenti”. Ma la sua ricostruzione non è bastata a smorzare la rabbia degli utenti sui social italiani, anzi.

Bocci era stato candidato in passato come sindaco del centrodestra, sconfitto al primo turno dall’attuale primo cittadino Nardella, e oggi fa il consigliere comunale. C’è però un dettaglio: diverse testate riportano infatti il suo reddito, basato sulla dichiarazione del 2019. Una cifra non proprio irrisoria, considerando che si tratterebbe di 277 mila euro annui. Il diretto interessato ha continuato nella sua autodifesa: “Vero, ho preso quei soldi ma non li ho tenuti per me. Il commercialista mi disse che avrei potuto averli anche io visto che si trattava di denari a pioggia, dati in maniera sbagliatissima, senza distinguere reddito e posizione di ciascuno. E allora pensai che potevo richiederli per donarli a chi ne aveva davvero bisogno. E così ho fatto”.

Bocci sostiene di avere con sé bonifici che confermano la sua ricostruzione. Parole che, però, non hanno fermato l’indignazione in rete. “Una persona che guadagna così tanto ha bisogno di chiedere un contributo allo Stato per fare beneficenza? Io ho un reddito molto inferiore eppure non esito a dare qualcosa ai bisognosi, senza che nessuno mi regali un euro” è uno dei tanti messaggi che fanno capolino sui social a commento della notizia. E ancora: “Guarda caso ora che è venuta a galla questa storia tutti si affrettano a giustificarsi per uscirne nella maniera migliore possibile”.

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