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Il cashback non piace più: taglio ai rimborsi e stop al super premio

Annunciato in pompa magna come geniale misura che avrebbe favorito il passaggio ai pagamenti elettronici e il contrasto all’evasione fiscale, il cashback del governo Conte bis rischia di finire presto archiviato, e in malo modo. Con buona pace di poveri cittadini che hanno deciso di partecipare al gioco, vista anche la promessa di premi per i più attivi. Stando a quanto fatto trapelare in queste ore dal Ministero dell’Economia, infatti, nella nuova versione del Recovery Plan dovrebbero esserci meno soldi per lo strumento, che rischia poi un definitivo stop nel corso del 2022.

Il cashback non piace più: taglio ai rimborsi e stop al super premio

Il cashback dovrebbe essere ridotto fino a pesare per soli 2,5 miliardi di euro sui 209 in arrivo da Bruxelles: nei piani originali, avrebbero dovuto essere 5. Le risorse risparmiate in questo modo sarebbero invece dirottate verso altri strumenti. Conti alla mano, i tecnici del Mef stimano che per pagare i rimborsi ordinari (fino a 150 euro a semestre per utente) possano bastare nel 2021 circa 2 miliardi di euro, a cui va sommata una spesa di 300 milioni di euro per erogare il supercashback destinato ai maggiori utilizzatori di carte e app di pagamento. Un gran risparmio, però, arriverebbe con lo stop anticipato: la scadenza del cashback è al momento fissata per giugno 2022, ma è sempre più probabile che venga anticipata di sei mesi.

Il cashback non piace più: taglio ai rimborsi e stop al super premio

Sul cashback, d’altronde, c’è anche la pressione dell’Europa, che non è mai stata grande sostenitrice dell’iniziativa. E si sa, a Bruxelles si obbedisce senza discutere. I rimborsi di Stato finora hanno coinvolto meno di otto milioni di italiani e, secondo le previsioni di via XX settembre, la platea dei partecipanti non salirà oltre la soglia dei 10 milioni di utenti quest’anno. Il rimborso medio per semestre non dovrebbe superare invece i 100 euro.

Il cashback non piace più: taglio ai rimborsi e stop al super premio

A serio rischio anche il supercashback, il premio da 1.500 euro per i primi 100 mila che effettueranno più pagamenti digitali nell’arco di un semestre. Secondo quanto rivelato dal Messaggero, il problema dei furbetti che quando fanno benzina frazionano i pagamenti per scalare più rapidamente la classifica che porta al maxi-premio, non sarebbe ancora stato risolto dai tecnici, alla ricerca di un diverso algoritmo. Non è così da escludere che la corsa al maxi-premio venga fatta ripartire da zero, imponendo un limite giornaliero ai micro-pagamenti pari o inferiori a un euro che è possibile effettuare nello stesso negozio.

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