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I tamponi costano più dei biglietti, ma nessuno controlla. La rabbia degli italiani in viaggio

Nell’Italia in cui si continua a invocare l’obbligo di vaccinazione come unica soluzione per uscire da un’emergenza che altrove, vedi il Regno Unito, è stata risolta senza imposizioni, succede anche di trovarsi a pagare più per i tamponi che per il volo, una volta deciso di viaggiare. E di rendersi conto, poi, di aver speso soldi inutilmente, visto che spesso e volentieri i controlli sono estremamente sommari e che tutte queste procedure farraginose, e sulla carta strettamente necessarie, si rivelano in realtà nient’altro che una grottesca pagliacciata.

Repubblica ha raccolto le testimonianze di persone, a dir poco sconcertate, che in questi giorni hanno viaggiato verso dall’Italia alla Spagna, chi per puro piacere e chi per ricongiungersi con dei parenti lontani. Trovandosi a fare i conti con spiacevoli sorprese al momento di acquistare i biglietti: se il costo del volo in sé non era infatti particolarmente alto (poco più di 90 euro), ecco però che i tamponi, due in quattro giorni, hanno costretto ogni passeggero a un ulteriore esborso di 110 euro. Non proprio una bazzecola, per usare un eufemismo.

“Vabbè, ci tocca, d’altronde queste sono le regole” hanno pensato i poveri italiani desiderosi di lasciare per un po’ il Paese. Sconcertati nel rendersi conto, una volta terminato il viaggio, che in realtà a nessuno interessa dei controlli effettuati e dei test. Il governo ha annunciato misure che poi, al momento di imbarcarsi, non vengono fatte rispettare: basta una crocetta su un foglio e una firma e via, si può salire a bordo, senza ulteriori verifiche. E pensare che, sulla carta, l’Italia pretenderebbe un tampone rapido negativo prima di poter spiccare il volo, e la Spagna, altrettanto sulla carta, vorrebbe addirittura conoscere l’esito del molecolare.

In realtà, come raccontato a Repubblica da alcuni testimoni, non serve niente di tutto questo. Anche in assenza dell’esito di un tampone fatto nelle 72 ore precedenti, il personale non può impedire ai passeggeri di salire a bordo, limitandosi ad avvertirli del rischio di essere multati una volta in Spagna. All’atterraggio, però, basta un’autocertificazione con firma e crocette per superare i controlli. Chi aveva speso oltre 100 euro per i tamponi, ovviamente, si è sentito leggermente preso in giro.

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