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I nostri risparmi nelle mani di Macron. Ecco le banche dove i francesi si nascondono dietro quelle italiane

Pubblicato il 16/03/2024 09:03

Chi e come ha svenduto l’Italia alla Francia? E perché? Se tutte le strade portano a Roma, tutte le risposte a queste domande portano alla sinistra italiana. Vedere per credere. Partiamo dal peccato originale: quei tristissimi negoziati per l’ingresso nell’Euro, andati in scena tra il 1995 e il 1998 sotto la regia di Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi, con cui l’Italia si è sottomessa a Francia a Germania. Alla fine, dopo un quarto di secolo, come sintetizza magistralmente Francesco Bonazzi su LaVerità, possiamo dire che “noi siamo entrati in Europa e l’Europa è entrata in noi”, in gran parte sotto forma di Francia, tanto che ormai i nostri risparmi sono in mano ai francesi. Un’umiliazione che non ci saremmo mai aspettati. In Italia opera con grandissime soddisfazioni Amundi, colosso francese del risparmio gestito da 2.037 miliardi di euro, numero uno in Europa. Amundi è controllato dal Crédit Agricole, che ha una filiale diretta in Italia, e ha varie partnership tra cui spicca quella con Unicredit. “Dalla banca di piazza Gae Aulenti, a fine 2016 ha anche rilevato i fondi Pioneer per 3,5 miliardi: l’amministratore delegato del venditore era il francese Jean Pierre Mustier e alla guida governo si era appena insediato Paolo Gentiloni…”., noto esponente della sinistra italiana. (Continua a leggere dopo la foto)
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Oltre all’Agricole, i francesi controllano anche Bnp Paribas Italia (ex Bnl), e Crédit Agricole è il primo azionista di Banco Bpm (con il 9,9%). Ma attenzione, perché Bonazzi evidenzia anche che in campo assicurativo ci sono belle sorprese francesi in Italia. “La francese Axa ha dato una mano al Tesoro nell’ultimo aumento di capitale che ha salvato Rocca Salimbeni e continua a essere il partner assicurativo di Mps”. Passiamo all’automobile: “L’Italia ha (aveva) un solo grande costruttore globale, ovvero Fca, ma nel 2020 è stata venduta ai francesi di Psa Peugeot (al governo c’era Giuseppe Conte con M5s e Pd) e la bandierina italiana sventola solo sul 14% della neonata Stellantis”. In qualche modo, in tutte queste operazioni che ci hanno svenduto alla Francia c’entra la sinistra. E allora andiamo a guardare i nomi l’elenco dei decorati italiani con la Legion d’Onore, “ottimo strumento di diplomazia degli affari in mano all’ambasciata” francese a Roma. (Continua a leggere dopo la foto)

Tra questi figurano Carlo De Benedetti, Franco Bassanini, i banchieri Giovanni Bazoli e Luigi Abete, ma soprattutto, e non è un caso, gli ultimi tre segretari del Pd, ovvero Piero Fassino, Paolo Gentiloni ed Enrico Letta. Ma ci sono anche Emma Bonino, Dario Franceschini, Giovanna Melandri, l’ex presidente Giorgio Napolitano e il suo successore Sergio Mattarella. Non poteva mancare la senatrice a vita Liliana Segre. La chiosa di Bonazzi dice tutto: “L’ordine cavalleresco della Legion d’onore fu istituito nel 1802 da Napoleone… quello della Campagna d’Italia. Mai finita”.

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