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“Prepariamoci alla guerra” Macron choc e la Russia “attacca” l’aereo del ministro della Difesa britannico. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 15/03/2024 08:16

Il pericolo escalation adesso è davvero concreto. Macron, il presidente della Francia (che è diventato il secondo Paese al mondo esportatore di armi ed è l’unico Stato europeo dotato dell’arma nucleare), ha rotto gli indugi: “La Russia non può e non deve vincere questa guerra”, ha detto in tv, cercando di spronare gli europei a un “sussulto” rispetto a una “escalation di cui solo il presidente russo è responsabile”. Poi le parole ancor più drammatiche: “Dobbiamo essere pronti”. Un allarme rosso, insomma, soprattutto in relazione a quanto si è detto con l’omologo tedesco, il presidente della Germania Olaf Scholz. Macron “non esclude” l’invio di truppe in Ucraina, perché “volere la pace non è scegliere la sconfitta”. Poi le ultime parole che raggelano il sangue degli europei: “Tutte le opzioni militari sono sul tavolo”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Macron nel giornata del 15 marzo sarà a Berlino per discutere il da farsi con il presidente tedesco Scholz, mentre il presidente polacco Donald Tusk ha convocato in tutta fretta un vertice che richiama Weimar tra Germania, Francia, Polonia dopo essere stato messo in allarme dagli Stati Uniti circa possibili azioni che il presidente russo Vladimir Putin potrebbe intraprendere nei prossimi mesi nell’Est Europa. Come riporta Repubblica, i timori che circolano nelle cancellerie del continente sono molteplici, dal possibile uso di armi tattiche da parte dei russi per far cadere Odessa, a eventuali “incidenti” militari di sconfinamento in Transnistria o nei paesi Baltici. “Non è escluso che Putin voglia addirittura testare la nostra volontà di applicare l’articolo 5” confida la fonte europea a Repubblica, confermando l’allerta nelle varie cancellerie. L’articolo 5, ricordiamolo, si riferisce a un eventuale attacco su territorio Nato che farebbe scattare la solidarietà militare dei paesi dell’Alleanza. E la Germania? (Continua a leggere dopo la foto)

Olaf Scholz è più cauto da Macron, e proprio da Macron sta ricevendo continui attacchi. Il presidente francese, parlando da Praga, ha lanciato un messaggio all’omologo tedesco: “Ci avviciniamo a un momento in cui in Europa sarà necessario non essere dei vigliacchi”. L’ipotesi di invio di truppe in Ucraina ha scavato un nuovo solco tra la Francia e la riluttante Germania. Macron ha sostenuto che la Lituania e la Repubblica Ceca seguono la Francia e che la riflessione è aperta in altri Paesi. Dall’Italia è arrivata una nuova presa di distanza. “Escludo l’invio di truppe italiane” ha ripetuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intanto si cerca di capire come sostenere l’Ucraina: l’ultima ipotesi è di scongelare i 300 miliardi di dollari di fondi sovrani russi depositati nelle banche occidentali. Gli interessi prodotti dai fondi sono tra i 3 e i 4 miliardi all’anno e verrebbero così destinati a Kiev. (Continua a leggere dopo la foto)

Su fronte inglese, un attacco cyber ha messo fuori uso i sistemi di comunicazione dell’aereo sul quale viaggiava il ministro della Difesa britannico Grant Shapps, con un’azione definita da Londra “follemente irresponsabile”. La notizia è stata data dal Times, il cui giornalista era a bordo dell’aereo. Un attacco elettronico proveniente dal territorio controllato da Mosca ha disabilitato per 30 minuti il sistema di navigazione satellitare e impedito ogni connessione internet a chi era a bordo. L’aereo ha dovuto far ricorso a sistemi alternativi per determinare la sua posizione ma, è stato assicurato, non ha visto compromessa la sua sicurezza. La guerra elettronica russa fa dunque un ulteriore salto di livello.

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