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La beffa del Green pass: niente cene all’aperto per chi lo possiede. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 09/08/2021 16:43

La nemesi colpisce il Green pass. Niente cene all’aperto per chi ha il passaporto verde. Perché? Del resto è logico: se ci sono posti limitati e quelli con il pass possono stare sia dentro che fuori, mentre quelli senza possono stare solo fuori, la logica della massimizzazione del risultato da parte del ristoratore tenderà a riservare i posti dentro a chi ha il green pass, e quelli fuori per chi non ce l’ha, così da avere tutti i posti occupati. Questa tendenza, però, sta incominciando a far saltare i nervi proprio ai possessori di Green Pass, i quali dovranno via via dimenticarsi le belle cene estive all’aperto. (Continua a leggere dopo la foto)

Come è ormai tristemente noto, da venerdì 6 agosto 2021 il Green pass è diventato obbligatorio per entrare in alcuni luoghi al chiuso, come ristoranti e bar, nel caso si voglia consumare al tavolo, ma anche in musei, mostre, palestre, piscine, parchi di divertimento, feste e strutture sanitarie. Questo è quanto è stato disposto dal Governo con il decreto approvato lo scorso 22 luglio. Con il decreto del 5 agosto, il Governo ha esteso l’obbligo del Green pass anche per accedere a treni di lunga percorrenza e aerei. (Continua a leggere dopo la foto)

Il pass è inoltre obbligatorio per gli studenti universitari e per il personale della scuola, fatta eccezione per gli studenti minorenni. Tutto questo, però, a partire dal primo di settembre. L’esecutivo ha inoltre confermato che la certificazione verde non sarà necessaria per accedere negli hotel e nei b&b. Tante persone, sia clienti che gestori di bar e ristoranti, sono quindi alle prese con l’uso del Green pass all’interno dei locali. (Continua a leggere dopo la foto)

Le lamentele sono molteplici, tra chi denuncia di dover “sprecare” un lavoratore solo per il controllo dei certificati all’ingresso, a chi lamenta che questa misura porterà presto alla chiusura delle attvità. Come se non fossero bastati lockdown e altre follie. Insomma, ora che il certificato è in funzione emerge la questione della sua applicabilità, per la “gioia” di chi ha il Green pass e sarà costretto a mangiare sempre al chiuso. Del resto, lo hanno tanto voluto… Accetteranno democraticamente le conseguenze.

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