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Green pass, la Corte Costituzionale respinge il ricorso di Paragone e di altri parlamentari

Pubblicato il 16/12/2021 08:05

Hanno respinto il ricorso sul Green pass obbligatorio per deputati e senatori. Resta dunque valido l’obbligo di certificazione verde anche per i parlamentari. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale risolvendo un conflitto di attribuzione che era stato sollevato da alcuni componenti di Camera e Senato. Come riporta anche il Corriere, “viene dunque confermata la legittimità delle delibere con le quali entrambe le assemblee avevano introdotto l’obbligo di certificazione per deputati e senatori ed è stata in questo modo respinta la richiesta di una dozzina di parlamentar i del gruppo misto «L’Alternativa c’è» e dall’ex M5S Gianluigi Paragone”. (Continua a leggere dopo la foto)

I promotori del ricorso denunciavano la menomazione dei loro poteri stabiliti dalla Costituzione ma anche le modalità con cui l’obbligo del Green pass era stato introdotto per chi siede nei due rami del Parlamento. Il provvedimento era stato introdotto infatti da delibere degli organi interni delle due Camere. Più in generale i firmatari del ricorso ritenevano violato l’articolo 64 della Carta e “compressa, su tutte, la partecipazione dei singoli parlamentari al procedimento legislativo, oltre che leso il libero svolgimento del loro mandato”. (Continua a leggere dopo la foto)

La Corte Costituzionale ha invece dichiarato inammissibili tutti i ricorsi presentati contro il Green pass a Montecitorio e Palazzo Madama: le motivazioni verranno depositate nei prossimi giorni. “La Corte ha ritenuto che dai ricorsi non emerga alcuna manifesta lesione delle attribuzioni proprie dei parlamentari e che spettino all’autonomia delle due Camere l’interpretazione e l’applicazione dei rispettivi regolamenti” sottolinea un comunicato della Consulta. (Continua a leggere dopo la foto)

Il ricorso di Paragone era stato presentato sulla scia di quanto accaduto nei giorni precedenti a Bruxelles, dove Marc van der Moude, presidente del tribunale dell’Unione Europea, aveva accolto il ricorso avanzato da un gruppo di europarlamentari e lavoratori che chiedevano la rimozione dell’obbligo di Green pass per poter accedere alle sedi parlamentari della capitale belga, di Strasburgo e del Lussemburgo. Un passaggio subito eletto a precedente da Paragone, che sperava di ottenere un risultato analogo anche in Italia, ma così non è stato…

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