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Gli negano la colazione gratis, lui distrugge il bar. Dopo l’arresto si scopre l’assurdo. Era ancora in italia!

Pubblicato il 09/07/2022 11:11

Pretendeva di poter entrare nel bar di piazza Vittorio, a Roma, e fare colazione senza pagare, come fosse un dovere del titolare servirgliela senza fare troppe domande. Quando l’altro si è rifiutato di assecondare le sue richieste, offrendogli comunque un bicchiere di latte gratis, l’uomo ha reagito dando di matto e devastando il locale. Protagonista della vicenda Ahmed Brahim, ghanese di 44 anni già noto alle forze dell’ordine.

Brahim è entrato in uno storico locale dell’Esquilino, ha preteso di fare colazione senza pagare e, di fronte al rifiuto del barista, ha iniziato a colpire e distruggere tutto quello che gli capitava a tiro, causando ingenti danni. I carabinieri sono successivamente intervenuti riuscendo a bloccarlo, denunciandolo poi per danneggiamenti aggravato e minacce. L’ennesimo allarme sicurezza nella capitale, con retroscena tipici di questi casi: l’uomo era stato in passato già fermato in altre occasioni, ma era sempre tornato a piede libero.

Nel giugno 2021, in via Marsala, Brahim era stato infatti ferito a una gamba da colpo di pistola da un poliziotto, dopo che armato di coltello aveva cercato di aggredire i clienti di un bar. In quell’occasione il 44enne era stato piantonato in ospedale e poi rilasciato con una denuncia, mentre l’agente che aveva aperto il fuoco era addirittura finito indagato dalla procura. L’ennesima follia italiana per cui sono soltanto le forze dell’ordine a rischiare davvero, nel semplice tentativo di svolgere la propria professione.

Non bastasse, nell’aprile 2020 sempre Brahim era stato fermato dalla polizia per essersi introdotto in alcune chiese del centro provocando danni agli arredi sacri e alle statue dei santi, e nello stesso periodo per aver lanciato oggetti contro la moschea in via di San Vito, sempre all’Esquilino, ferendo l’imam intervenuto per bloccarlo. Già prima di quest’ultimo episodio, nel 2017, la Questura aveva cercato di avviare le procedure di espulsione del 44enne che si erano però arenate di fronte all’impossibilità di dimostrare se avesse nazionalità ghanese, ivoriana o congolese.

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