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“Non ha senso”. Il sottosegretario alla Salute e le parole definitive sulle iniezioni: cosa succederà da adesso in poi

Pubblicato il 10/11/2022 08:34 - Aggiornato il 10/11/2022 08:35

Il nuovo sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, a margine della presentazione del rapporto “Meridiano Sanità” a Roma, realizzato da The European House – Ambrosetti, ha detto una cosa molto importante: Non ha senso consigliare la quarta dose di vaccino anti-Covid a chi non è a rischio di morire a causa del virus. Un grande passo avanti insomma, che conferma – con un clamoroso e colpevole ritardo – quello che anche noi e migliaia di studiosi diciamo da tempo, cercando di portare dati, statistiche e studi internazionali all’attenzione dell’allora ministro Speranza, il quale acciecato dalla follia vaccinista non ha mai preso in considerazione neanche la possibilità di esonerare qualcuno dalla puntura. Ebbene, cosa dice ora Gemmato? “L’idea di questo ministero, nostra, del ministro – ha affermato – è quella di mettere in sicurezza i cluster che hanno dato mortalità”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ha aggiunto Gemmato: “Sono dati di epidemiologia medica, statistici, non si inventa nulla: si vede che i cluster che danno mortalità sono i fragili, gli anziani, gli immunodepressi. Quelle sono le persone alle quali noi consigliamo di vaccinarsi e lo consigliamo in maniera forte e puntuale”. Non si consiglia dunque il richiamo vaccinale, invece, “a chi sta bene, a chi si riconosce in un cluster che non dà mortalità – ha aggiunto Gemmato – sia per analisi costo-beneficio, sia perché vi sono delle reazioni avverse all’assunzione di farmaci e di vaccini”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Anche una semplice aspirina può dare reazioni avverse – ha precisato Gemmato – Si deve fare sempre un bilanciamento costi-benefici e in questo caso l’idea nostra, di Fratelli d’Italia, del Governo, è bilanciare sempre e capire che la vaccinazione va fortemente consigliata ai cluster che danno mortalità. Non ha senso farlo nelle persone che evidentemente non muoiono contraendo il virus, men che meno in quest’epoca storica in cui abbiamo il 2% di occupazione di terapie intensive”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul rintegro dei medici non vaccinati chiude Gemmato: “Abbiamo semplicemente anticipato di 7 settimane il fatto che 4mila medici tornassero a fare il proprio lavoro. Molti di loro non sono pericolosi no-vax ma, semplicemente, non avevano fatto la terza dose perché avevano avuto il Covid ed era necessario attendere i tempi necessari per fare la nuova dose. Se uno dei 4mila medici reintegrati salva una vita umana? Sarà valsa la pensa farlo rientrare, o no?”.

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