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Omicidio Willy, la banda ha il Reddito di cittadinanza: dove stava chi doveva controllare?

Pubblicato il 17/09/2020 10:11

Dopo lo scandalo dei boss della ‘ndrangheta con il reddito di cittadinanza, o altri casi assai simili, oggi a fare scalpore è che anche la famiglia dei fratelli Bianchi, così come quelle di Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, accusati per l’omicidio di Willy, percepisce il reddito di cittadinanza. È questa una delle conclusioni a cui sono giunti, dopo i primi dieci giorni di indagine, gli investigatori che stanno facendo luce sul pestaggio di Colleferro, quello in cui il 6 settembre scorso ha perso la vita Willy Monteiro Duarte.

Suv, moto potenti, orologi costosi e vacanze da sogno tra Positano, l’Umbria e in barca a Palmarola, nell’arcipelago delle isole pontine. Tutte rigorosamente testimoniate sui social, tra post e stories con tatuaggi, catenine preziose e soggiorni da vip. Un tenore di vita molto alto e soprattutto ostentato in paese e sui social. I Bianchi, che vivono in una villa di tutto rispetto, risultano avere ufficialmente pochi mezzi economici a disposizione. Tanto che il papà ha potuto chiedere e ottenere il sostegno statale.

Lo stesso che hanno avuto anche i familiari di Pincarelli e Belleggia. Una contraddizione che ha insospettito non poco gli investigatori che, a questo punto, stanno cercando di capire come potessero quei giovani permettersi una vita tanto dispendiosa. Uno dei fratelli dei due arrestati, Alessandro, gestisce ad Artena un bistrot e ha più volte precisato che il suv utilizzato per allontanarsi da Colleferro dopo aver massacrato lo studente di Paliano era il suo ma valeva poche migliaia di euro.

Gabriele aveva invece aperto una frutteria a Cori, a dire del futuro suocero, con l’aiuto di quest’ultimo. Resta dunque la domanda: come potevano vivere in quel modo? In attesa di avere gli esiti degli accertamenti patrimoniali disposti, gli investigatori non si sbilanciano, anche se il sospetto è che potessero contare su altre forme di reddito. E qui veniamo alla solita falla del sistema: come è possibile che non si facciano prima di erogare il reddito di cittadinanza certi controlli?

Ci si augura che questa tragedia possa incentivare maggiori controlli anche in questa direzione. Sono ormai troppi i casi in cui persone che eludono il fisco riescono a ottenere il sussidio statale. Il reddito di cittadinanza è una misura giusta e umana. Non merita di essere attaccata per colpa di questi criminali e per i mancati controlli dello Stato. La macchina amministrativa deve proteggere questa riforma utile a tanti bisognosi dagli assalti degli sciacalli e dei criminali.

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