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“Sono pochi, non ci bastano”. Gli ex big 5 Stelle chiedono l’aumento. Indovinate quanto guadagnano ora?

Pubblicato il 15/01/2023 16:07

Gli ex big del Movimento cinque stelle, ripescati da Giuseppe Conte, chiedono l’aumento. Anche i grillini “tengono famiglia”, e come possono sfamarla con la miseria di 3.000 euro al mese? Ora pretendono l’aumento. Sembra, anzi è, un dibattito lunare e noi lo reputiamo ancor più grave per due ragioni: perché le lamentele vengono da chi si dichiarava addirittura “francescano”, frugale, anticasta; per la grave congiuntura economica che stiamo vivendo e che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Forse si sono ispirati al loro fondatore e garante, che gira in Ferrari. Non mancano le grane in casa, dunque, per Giuseppe Conte: neppure quella che potremmo appellare poltrona di cittadinanza frena gli appetiti dei big pentastellati della prima ora, ovvero coloro che non sono riusciti a tornare in Parlamento con le elezioni dello scorso 25 settembre e sono stati ripescati da Conte, riciclati come assistenti parlamentari del gruppo del Movimento cinque stelle. Tremila euro al mese è il loro (più che dignitoso) stipendio, ma abituati ai circa 15.000 euro, esclusi i numerosi benefit, che percepivano come deputati o senatori, e forse sentendosi degradati, alzano le barricate: si lamentano e non versano i contributi al partito. Risultano, infatti, essere pochissimi versamenti arrivati a novembre nelle casse del Movimento. Dopo neppure quattro mesi del loro nuovo impiego, apprendiamo queste sconcertanti richieste dall’articolo di Domenico Di Sanzo per il Giornale. I 70mila euro lordi all’anno, a quanto si legge, sono considerati pochi in particolar modo da Paola Taverna e Vito Crimi, ma si parla anche dell’ex Fabiana Dadone, ministro per la pubblica amministrazione nel governo Conte II e ministro per le politiche giovanili nel governo Draghi, e dell’ex tesoriere del gruppo alla Camera, Claudio Cominardi. (Continua a leggere dopo la foto)

ex big cinque stelle aumento

“Già per loro è un’umiliazione passare da parlamentari ad assistenti parlamentari, a breve chiederanno più soldi”, dichiara al quotidiano milanese un anonimo ex dipendente del gruppo al quale non è stato rinnovato il contratto. “Taverna era vicepresidente del Senato, Crimi è stato sottosegretario e viceministro, è ovvio che chiederanno più soldi a Conte”, ancora nelle parole della fonte del Giornale. Ora, poiché i grillini che hanno conquistato un seggio alle elezioni politiche sono più di quelli che erano stati previsti dai vertici e dunque verseranno di più nelle casse del Movimento, e poiché gli ex non riassunti dovranno versare al partito l’80% dell’assegno di fine mandato, l’avvocato del popolo – di ritorno da una ben poco francescana vacanza a Cortina – dovrà decidere. (Continua a leggere dopo la foto)

Decidere se accontentare le richieste degli ex big oppure dare un contentino anche agli altri esclusi che, sostiene il quotidiano fondato da Montanelli, “bussano alla sua porta”. Gli eletti, dal canto loro, invocano più libertà sulla destinazione dei loro bonifici. Una cosa è certa: il Movimento delle origini avrebbe commentato tali pretese economiche con un sonoro “Vaffa”.

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