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Ecco la lista dei ministri di Draghi. Chi fa parte della squadra del nuovo governo

Mario Draghi ha sciolto la riserva. L’annuncio è arrivato alle 19.42. Il giuramento sarà domani, sabato, alle ore 12. Draghi ha poi illustrato la composizione del governo. Esteri Luigi Di Maio, Interno Luciana Lamorgese, Giustizia Marta Cartabia, Difesa Lorenzo Guerini, Economia Daniele Franco, Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, Politiche Agricole Stefano Patuanelli, Ambiente (ministero per la Transizione Ecologica) Roberto Cingolani, Infrastrtture Enrico Giovannini, Lavoro Andrea Orlando, Istruzione Patrizio Bianchi, Università Cristina Messa, Beni e attività Culturali Dario Franceschini, Salute Roberto Speranza.

Sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli. Ministri senza portafoglio: D’Incà ai Rapporti con il parlamento, Colao all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Renato Brunetta Pubblica amministrazione, Gelmini affari generali, Carfagna ministra per il Sud, Dadone alle politiche giovanili, Elena Bonetti Pari opportunità e famiglia, Erica Stefani per le disabilità, Massimo Garavaglia per il Coordinamento iniziative del turismo. (Continua a leggere dopo la foto)

Mario Draghi, di ritorno a Roma dalla sua abitazione a Città della Pieve in Umbria, è salito al Colle alle 19 per sciogliere la riserva con la lista dei ministri. Poi si terrà la cerimonia del giuramento, già domani o al massimo domenica, infine il voto di fiducia in Parlamento: al Senato martedì, e mercoledì il bis alla Camera. Nel governo del “tutti dentro”, Matteo Salvini sembra tra i più felici: “Se c’è di mezzo la salute dei nostri figli, il lavoro delle partite Ive, riportare a scuola i ragazzi, metto da parte antipatie e simpatie e mi metto al lavoro”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Non aspetta altro, Salvini, come ha detto anche ai giornalisti fuori dal Senato prima di volare per Milano. “Non vediamo l’ora di lavorare, le priorità della Lega non sono i ministeri ma scuola, lavoro e vaccini. Non abbiamo indicato al premier incaricato nulla, nessuna rosa di nomi, nessun foglietto allungato a Draghi. Unica cosa che vogliamo è cominciare a lavorare: è un mese che l’attività è ferma per la crisi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Intanto il M5S va in frantumi. Lo specchietto per le allodole del ministero della transizione ecologica non è servito a placare tutti gli animi. L’addio di Di Battista per ora non ha creato lo scossone che ci si aspettava ma alcune voci dicono che siano già in 40 i parlamentari pronti a uscire dal Movimento. Attendono solo – per una questione di garbo istituzionale – che Draghi svolga tutte le sue procedure al Quirinale.

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