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Draghi, “il liquidatore dell’Italia” colpisce ancora: cosa ne farà della neonata compagnia di bandiera Ita Airways

Pubblicato il 01/08/2022 11:26 - Aggiornato il 03/08/2022 13:46

Il liquidatore d’Italia, alias Mario Draghi, torna a colpire. Nonostante il suo governo sia stato dimissionato e sia in carica solo per gli “affari correnti”, il banchiere sta per assestare un altro colpo al nostro Paese. Prima di andarsene, infatti, procederà alla privatizzazione di Ita Airways, quella che doveva essere la nuova compagnia di bandiera dopo il crac Alitalia. Stando a quanto scrive Umberto Mancini su Il Messaggero, “il premier, dopo averci riflettuto a lungo, dovrebbe dare il via libera alla privatizzazione la prossima settimana. Per la verità in molti si aspettavano un ok già giovedì scorso in Cdm, ma il premier ha preferito prendersi altro tempo, mettendo in fila i passi fatti nella lunga procedura di vendita. E, soprattutto, analizzando i rischi non piccoli legati ad un ulteriore allungamento delle scadenze”. Chi dovrebbe quindi accaparrarsi la nostra compagnia nazionale di voli? (Continua a leggere dopo la foto)

In campo ci sono gli Usa a favore di Certares-Air France-Delta e Berlino che tifa per Msc-Lufthansa. Come al solito, la sovranità italiana è nelle mani di Usa e Ue. Sono loro a spartirsi quel che resta del nostro Paese. “L’accordo con il tandem Msc-Lufthansa per l’acquisizione rispettivamente del 60 per cento e del 20 per cento (il resto rimane per ora al Tesoro) di Ita sarebbe già nelle cose, con l’offerta scritta nero su bianco sul tavolo di Draghi. Un documento corposo con le sinergie delineate nel settore cargo e trasporto passeggeri, l’incremento della flotta e delle rotte, le garanzie occupazionali e su Fiumicino, gli equilibri sul fronte della governance con le tutele per l’azionista Tesoro”. (Continua a leggere dopo la foto)

La vendita – e su questo tema l’Europa è particolarmente attenta – è incastonata in un Dpcm pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dal 2 marzo, che segna i passaggi e i paletti da rispettare anche se non sono fissati limiti di tempo precisi. “Un dettaglio non da poco ma che va superato, anche perché il consigliere del premier Draghi, l’economista Francesco Giavazzi, non ha dubbi sul fatto che bisogna chiudere il dossier subito, certamente non sotto la data delle elezioni, quando il tema potrebbe sollevare gli appetiti dei partiti e far naufragare l’operazione ad un passo dal traguardo”. Non sia mai. Privatizzare e svendere il Paese agli stranieri è la priorità dell’ex capo della Bce. (Continua a leggere dopo la foto)

Ita sta sfornando in questi mesi numeri altissimi, con risultati ottimi sotto tutti i punti di vista. Il cda ha chiesto una nuova iniezione da 400 milioni al Tesoro. “Draghi, dicono i suoi collaboratori, non vuole lasciare il lavoro a metà, proprio lui che fu protagonista e garante delle privatizzazioni. Meglio quindi porre fine al supporto di Stato e incassare i 900 milioni offerti da Msc-Lufthansa. Anche perché tra rincaro dei carburanti, concorrenza in aumento e turbolenze internazionali, il naturale rallentamento delle vendite di biglietti rischia di costare caro alla casse pubbliche. Ben oltre il miliardo e 200 milioni già pianificato”.

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