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“Draghi drammatizza l’emergenza per tenere unito il Governo”. Il retroscena bomba

I problemi per Mario Draghi e il suo governo iniziano a essere molteplici, e finalmente anche la gente ha iniziato a rendersene conto. Nascondere tutta la polvere sotto il tappeto è diventato impossibile e pur sfruttando tutto il potere per concentrare l’opinione pubblica sul tema dei vaccini e del Covid, alcuni nodi stanno venendo al pettine. L’autunno sarà caldissimo: fisco, ammortizzatori sociali, concorrenza, misure anti-delocalizzazione, Quota 100, giustizia. E in sondaggi che iniziano a scricchiolare, con le guerre interne alla maggioranza per accaparrarsi ognuno la sua percentuale di voti non faranno altro che peggiorare la situazione. E proprio per questo Draghi avrebbe deciso di giocare l’asso nascosto (ma nemmeno più di tanto) nella manica. Quale? (Continua a leggere dopo la foto)

A sentire i più autorevoli spifferi che giungono dal palazzo, e riportati da Marco Antonellis su Tpi, il vero motivo che ha spinto l’ex presidente BCE a tirar fuori in questo momento la storia dell’obbligo vaccinale è proprio questo: “Servirà nei prossimi mesi per tenere unito il governo: la drammatizzazione dell’emergenza Covid con la relativa richiesta di obbligo vaccinale servirà per tenere unito l’esecutivo e fare le riforme necessarie per prendere i soldi dall’Europa”. Ecco il trucco, quindi: drammatizzare l’emergenza per tenere unito il governo e fare le riforme scomode. Finalmente arriva anche la conferma da qualche fonte vicina all’esecutivo e al premier. (Continua a leggere dopo la foto)

“Troppe riforme da attuare in troppo poco tempo” commenta un altro big della maggioranza sempre a Tpi. In più ci sarà da presentare entro metà ottobre la legge di bilancio. Scrive Antonelli senza mezze misure: “Insomma, Mario Draghi si avvia a sfruttare politicamente l’emergenza Covid esattamente come già fatto dal suo predecessore a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte. D’altra parte non ci sono motivazioni sanitarie che giustifichino un eventuale obbligo, tanto più che il paese sta raggiungendo l’80 o addirittura l’85% di vaccinati. Siamo a livelli di maggioranza bulgara”. (Continua a leggere dopo la foto)

Un membro del governo come il sottosegretario alla Salute Sileri lo dice chiaramente: “In questo momento l’obbligo non serve. I numeri stanno dalla nostra parte. Si può parlare di obbligo se l’epidemia accelera e le persone non si vaccinano. Oggi le vaccinazioni aumentano, raggiungeremo il target dell’80% della popolazione vaccinata. La possibilità di tirare fuori l’obbligo dal cassetto è l’extrema ratio. Poi: per chi servirebbe l’obbligo? Con quale vaccino?”. Insomma, come anche noi andiamo dicendo fin dall’inzio, la partita è tutta politica, la sanità non c’entra più nulla in tutta questa storia. Prima lo capiscono tutti, meglio è per il Paese.

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