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“Dopo 6 mesi il vaccino protegge la metà”. Ora è ufficiale, i dati dell’Iss

Pubblicato il 14/11/2021 11:44

L’analisi degli esperti dell’Iss pare incontrovertibile: “Dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce d’età”. “In generale” riporta ancora La Verità in merito al parere dell’Iss “su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi rispetto ai non vaccinati. Nel caso di malattia severa, la differenza fra vaccinati con ciclo completo da oltre e da meno di sei mesi risulta minore. Si osserva, infatti, una decrescita dell’efficacia vaccinale di circa 10 punti percentuali, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di 6 mesi è pari al92% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all”82% con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati”.

«Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età» scrivono gli analisti dell’Iss: «In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi rispetto ai non vaccinati. Nel caso di malattia severa, la differenza fra vaccinati con ciclo completo da oltre e da meno di sei mesi risulta minore. Si osserva, infatti, una decrescita dell’efficacia vaccinale di circa 10 punti percentuali, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 92% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati».

Per i 12-39 enni l’Iss stima che «l’efficacia scenda dall’80 al 59% per i contagi e dal 95 all’82% contro la malattia severa. Ma attenzione: i 12-39 non vaccinati che si sono infettati sono ben 508 su 100 mila abitanti, vale a dire oltre il doppio di chi si è immunizzato più di sei mesi fa, e cinque volte rispetto i vaccinati da meno di sei mesi». Per chi ha tra 40 e 59 anni «l’efficacia passa dal 72 al 42% per le infezioni, e dal 95 all’87,5% per la malattia severa». Nella fascia tra 60 e 79 anni «si passa dal 72% al 40%, a seconda che si siano fatte le due dosi da più o meno di sei mesi per le diagnosi, da 92 a 78% per la malattia severa». Per gli over 80 «il calo della protezione vaccinale è dall’80 a 61% contro le infezioni, e dall’89 a 80% contro la malattia severa».


Secondo il bollettino «il 10,5% dei casi segnalati nelle ultime due settimane è di sesso maschile e di età compresa tra 10 e 29 anni, uguale alla percentuale di soggetti di sesso femminile nella stessa fascia di età. In totale, nel periodo 25 ottobre-7 novembre, il 52,5% dei casi di Covid-19 segnalati sono stati diagnosticati nelle femmine. La percentuale di casi rilevati in persone con età superiore a 60 anni è stabile (23,4% contro 23,2% rispetto alla settimana precedente). In leggero aumento l’età mediana dei casi, 43 anni. Gli esperti evidenziano altresì come nella fascia d’età tra i 12 e i 39 anni, «i contagiati con due dosi fatte da meno di sei mesi sono 98 contro i 247 che l’hanno fatta da oltre 6 mesi, gli ospedalizzati 0,7 contro 3, ma nessuno in ogni caso è finito in rianimazione». Fin dai più giovani emerge, dunque, come l’efficacia del vaccino diminuisca con il tempo. Il calo dell’efficacia vaccinale è un fenomeno definito waning, e si verifica prima e dopo i sei mesi dalla data di somministrazione, «scende di 25,5 punti, passando da 75,5 a 50,2 per le infezioni; per la malattia severa che porta al ricovero o in terapia intensiva si riduce solo di 9,7 punti (da 91,8 a 82,1), e la protezione resta in ogni caso molto alta». Il messaggio dell’Istituto superiore di sanità che accompagna questi dati è che «la terza dose va fatta, soprattutto per le categorie per cui è raccomandata ora, perché il waning già si vede, pur restando protetto chi è vaccinato in maniera determinante rispetto a chi non si è immunizzato».