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“Attacco alla mia candidatura”. Nella notte la polizia federale (FBI) irrompe nella casa di Trump. La situazione

Pubblicato il 09/08/2022 09:51

Scoppia un altro terremoto politico negli Stati Uniti. Mentre Biden è in serissima difficoltà, lunedì 8 agosto l’Fbi ha fatto irruzione nella casa privata di Donald Trump in cerca di presunti documenti classificati. Il tutto si è svolto nella residenza di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida. Stando alle prime ricostruzioni, non è ancora chiaro sulla base di quale mandato giudiziario si siano mossi gli agenti federali. Come riporta il Corriere, “mesi fa gli Archivi Nazionali avevano segnalato la scomparsa di un’ingente quantità di materiale sparito dalla Casa Bianca. Poco prima della fine del suo mandato, Trump avrebbe trasportato una quindicina di scatoloni nella sua residenza”. Il ministero della Giustizia per ora non ha commentato l’accaduto. E anche questo è singolare. (Continua a leggere dopo la foto)

È la prima volta nella storia che le forze dell’ordine perquisiscono la dimora di un ex presidente. Un’iniziativa che aggiunge altro astio in uno scontro politico a livelli già preoccupanti. È stato lo stesso Donald Trump a dare la notizia, verso le 19 di lunedì sera: “Questi sono tempi oscuri per la nostra nazione, mentre la mia bella casa, Mar-A-Lago a Palm Beach, Florida, è attualmente sotto assedio, occupata da un folto gruppo di agenti Fbi. Non era mai successo niente del genere a un presidente degli Stati Uniti. Visto che ho collaborato con le autorità, questo raid non annunciato non era necessario né corretto”. (Continua a leggere dopo la foto)

Trump sostiene che i suoi avversari abbiano “strumentalizzato” il sistema giudiziario: “E’ una manovra, una persecuzione, un attacco da parte dei democratici della sinistra radicale che non vogliono che mi candidi per le presidenziali del 2024, specie dopo aver visto i recenti sondaggi. Faranno di tutto per fermare i repubblicani e i conservatori alle imminenti elezioni di midterm”. Trump è al centro di almeno due filoni distinti di indagine. E il suo sospetto è che sia tutto architettato dai dem e da Biden per minare la sua ricandidatura alle prossime elezioni, soprattutto dopo gli ultimi sondaggi che lo darebbero strafavorito per una vittoria bis. (Continua a leggere dopo la foto)

La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James da mesi conduce un’inchiesta sugli affari finanziari della holding trumpiana. Il sospetto principale: i vertici aziendali avrebbero gonfiato il valore degli asset per ottenere più facilmente finanziamenti bancari. L’iniziativa assunta da Garland invece ha a che fare con “le manovre di Trump per rovesciare il risultato delle elezioni del 2020 e per fomentare l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021”.

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