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Doina Matei, lo Stato dovrà risarcire alla sua vittima 760mila euro: “lei è nullatenente”. Il paradosso giudiziario

La sentenza è arrivata. Dopo anni di attesa la Corte d’Appello di Roma, dopo aver accolto il verdetto della Corte di Giustizia Europea e bocciato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha deciso che alla famiglia di Vanessa Russo, la vittima dell’assassina Doina Matei, spetteranno 760mila euro. Essendo però la donna omicida priva di fissa dimora e nullatenente, sarà lo Stato italiano a provvedere al pagamento del risarcimento ai parenti della vittima.
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L’assassinio commesso da Doina Matei

L’assassinio di Vanessa avvenne 15 anni fa e, come riportato allora dal Corriere della Sera, fu uno dei primi ad essere filmati dalle telecamere di sorveglianza. Le immagini erano inequivocabili nel ritrarre Doina Matei, all’epoca 21enne, infilzare l’occhio della vittima nella stazione della metropolitana di Roma Termini. Un colpo di tale violenza da riuscire a sfondare la scatola cranica della povera ragazza, causando il suo decesso. Doina fu condannata con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato.
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Polemiche a non finire

Una storia maledetta, grave nei fatti e appesantita dalle polemiche. Oltre quelle scatenate dall’accollamento delle spese da parte dello Stato, infatti, già nel 2016 fecero molto discutere le immagini spensierate postate da Doina Matei sul suo profilo Facebook, riportate sempre dal Corriere. Nelle foto durante il regime di semilibertà trascorso a Venezia, l’assassina appariva felice e spensierata, mentre di giorno lavorava in una coop mentre la sera rientrava in carcere.

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