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L’antiriciclaggio indaga sul fedelissimo di Conte: il motivo e ruolo dell’ex premier

L’ex collega di studio di Giuseppe Conte, nonché fedelissimo dell’ex premier, è stato segnalato all’antiriciclaggio per alcune operazioni finanziarie considerate sospette. Domani aveva già dato conto del fatto in un’inchiesta e ora torna sull’argomento. Di Donna, che stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano potrebbe addirittura diventare capo della scuola di formazione politica del Movimento 5 stelle, “risulta – da visura camerale – titolare effettivo di due società inattive, la Persefone immobiliare srl e la Samsara srl” come si legge nella segnalazione ripresa dal quotidiano. “Tra la clientela del segnalato si riscontrano talune società a partecipazione pubblica. Tra esse si menziona la società Condotte immobiliare, ordinante in data 19 maggio 2020 di un bonifico di 164 mila euro. Tale società finita in amministrazione straordinaria giudiziaria nel 2018 era amministrata da tre commissari di nomina ministeriale”. E qui già c’è puzza di bruciato, per cui si attendono ulteriori indagini che verifichino la regolarità del tutto. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrivono Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian, “secondo la segnalazione che l’istituto di credito ha inviato all’autorità antiriciclaggio (che, ricordiamolo, non è obbligatoriamente indice di reato, ma solo un report di movimenti anomali da verificare meglio) il conto di Di Donna «è altresì alimentato da taluni bonifici dall’estero, come quelli disposti dalla BN Consult (Bulgaria) per euro 685.786. Pop 12 Sarl (Lussemburgo) per euro 95.160 e Ganchev Eood Eood (Bulgaria) per euro 18.200». La prima società – al netto di omonimie – risulta essere una spa finanziaria con sede a Sofia, mentre la seconda è una società estera di Raffaele Mincione, imprenditore che aveva assunto Alpa (ed evidentemente anche l’allievo Di Donna) come consulente legale nella vicenda della Banca Carie, che aveva visto impegnato tempo fa il finanziere in una difficile scalata contro la famiglia Malacalza”. (Continua a leggere dopo la foto)

La Ganchev Eood Eood “è invece un’azienda specializzata in alimenti per neonati. Non è chiaro quali siano le prestazioni specifiche fornite da Di Donna ai clienti: l’avvocato ha declinato qualsiasi commento, per questioni legate alla privacy dei suoi patrocinati, la segnalazione si conclude così: «In taluni casi parte della provvista originata dai bonifici esteri è stata impiegata per operazioni di trasferimento con causali sottostanti riferibili a ‘rimborso prestito’, come nel caso dell’accredito estero di 321mila euro seguito, in data 9 agosto 2018 da un trasferimento di euro 37mila» in favore di una donna”. (Continua a leggere dopo la foto)

Di Donna è consigliere stimato di Conte e suo amico di vecchia data. “Lui, Alpa e Di Donna sono una triade indissolubile”, ha ripetuto ieri a Domani una fonte dello studio dell’anziano giurista in Piazza Cairoli. Oggi Di Donna “gestisce business milionari. Nominato a gennaio 2021 dall’ex ministro Alfonso Bonafede presidente della commissione d’esame per gli avvocati a Roma, Domani ha scoperto che di recente ha ottenuto anche un importante incarico dal Monte dei Paschi di Siena, banca oggi controllata dal ministero dell’Economia”. A Di Donna l’istituto ha affidato un incarico assai delicato: il ricorso in Cassazione contro la jp Morgan e contro gli obbligazionisti delle cosiddette azioni ‘fresh’. (Continua a leggere dopo la foto)

“Tutto trasparente”. “Tutti i bonifici fatti dall’avvocato Di Donna sono tracciati e trasparenti”, spiegano al telefono fonti vicine al suo studio. “Non ha mai ottenuto profitto accreditandosi, come dicono i suoi nemici, come miglior amico dell’ex premier. Tutti gli incarichi sono solo frutto del suo duro lavoro”. Poi Domani parla di un altro rapporto, “quello con Francesco Becchetti, patron della tv albanese Agon Channel, che era proprietario – insieme all’ex re della monnezza romana Manlio Cerroni – anche di una società di energia, la Albania Beg, che da vent’anni ha aperto un contenzioso con Enel da 430 milioni di euro in relazione a un presunto inadempimento da parte del colosso elettrico statale di un accordo per la costruzione di una centrale idroelettrica in Albania da parte di Enelpower”. Di carne al fuoco ce n’è tanta. Domani e l’antiriciclaggio presto ci diranno di più.

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