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Davigo costretto a lasciare il Csm: va in pensione e decade dal ruolo di consigliere

Dopo una discussione lunghissima, in cui tutti i consiglieri chiamati poi al voto hanno preso più volte la parola, è arrivata la decisione: Piercamillo Davigo, che andrà in pensione nelle prossime ore, dovrà lasciare il Consiglio Superiore della Magistratura. A deciderlo sono stati i suoi colleghi, che hanno così messo la parola fine a una vicenda particolarmente spinosa, anche a causa dell’assenza di precedenti ai quali appellarsi nella decisione.

Davigo costretto a lasciare il Csm: va in pensione e decade dal ruolo di consigliere

A prevalere è stata così la linea della Commissione verifica titoli. A esprimersi per la decadenza di Davigo sono stati anche il vicepresidente Ermini e i due membri di diritto, il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione. Non c’è stata, però, unanimità: i voti a favore sono stati alla fine 13, i contrari 6 e le astensioni 5. A votare a favpre della proposta della Commissione, che spingeva per la decadenza dell’ex pm di Mani Pulite, sono stati i 3 togati della Magistratura indipendente, la corrente di destra delle toghe con in prima linea Loredana Micciché, i due di Unicost, la compagine centrista e Nino Di Matteo.

Davigo costretto a lasciare il Csm: va in pensione e decade dal ruolo di consigliere

Nel corso del dibattito che ha preceduto il voto è intervenuto anche il vicepresidente, seguito dai due membri di diritto. Si è espresso per la decadenza di Davigo il primo presidente della Corte di Cassazione, Pietro Curzio: “Mi sono convinto che il pensionamento fa venir meno lo status di magistrato e ciò comporta non solo il venire meno delle funzioni giudiziarie ma anche di quelle di componente del Csm. Ne ho parlato con i due componenti del Comitato di presidenza, ci siamo confrontati e ho trovato conferma di questa mia conclusione”. Dello stesso parere anche il procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi. Il numero due di Palazzo dei Marescialli, David Ermini, ha a sua volta spiegato: “La Costituzione ci impone di rinunciare all’apporto che Davigo potrebbe ancora dare al Csm”.

Davigo costretto a lasciare il Csm: va in pensione e decade dal ruolo di consigliere

Erano invece favorevoli alla permanenza di Davigo i 3 togati di Autonomia&Indipendenza, i consiglieri togati di Area, Elisabetta Chinaglia e Alessandra Dal Moro. Per l’astensione hanno optato Giuseppe Cascini, Giovanni Zaccaro e Mario Suriano, di Area, Alberto Maria Benedetti e Stefano Cavanna. Il magistrato siciliano antimafia Nino Di Matteo si era espresso così in merito alla vicenda, davanti al plenum: “Se Davigo restasse al Csm sarebbe introdotto un tertium genus di consigliere, né laico, né togato. L’appartenenza all’ordine giudiziario è condizione imprescindibile per l’organo di autogoverno della magistratura che è per 2/3 composto da magistrati. Il rapporto predeterminato tra laici e togati è una regola sancita dalla Costituzione”.

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