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La Cub: “Il governo cancella il diritto di manifestare. Rilanciamo l’opposizione sociale”

La CUB (Confederazione Unitaria di Base) – si legge in un comunicato diffuso sul proprio sito -condanna e rifiuta le decisioni assunte dal Governo per limitare il diritto di manifestazione. Allo stesso modo condanna le voci sparse ad arte per il prolungamento dello stato di emergenza legato alla pandemia in atto. Un’emergenza che si vuole protrarre oltre i due anni non è più tale e il volerla prolungare dimostra da un lato l’incapacità del Governo di affrontare la situazione in essere e dall’altro la sua volontà di agire indisturbato, anche oltre i confini definiti dalla legge. (Continua a leggere dopo la foto)

La CUB ritiene che queste scelte politiche, associate alla marginalizzazione del Parlamento -ormai ridotto al ruolo di ratificatore dei provvedimenti assunti dal Governo, con il continuo ricorso al voto di fiducia- costituiscano una grave e pericolosa ferita inferta al nostro ordinamento che, lo ricordiamo a quanti lo avessero dimenticato, è pur sempre quello di una repubblica parlamentare democratica, fondata sul lavoro e garante delle libertà di parola e di manifestazione. Siamo stanchi di pretesi “salvatori della Patria”, anche perché rileviamo che questi, da Monti a Draghi, proseguono le stesse politiche antipopolari di quelli che li hanno preceduti e, con loro, hanno condotto il Paese alla miseria, cancellato o ridotto progressivamente tutte le forme di tutela a favore dei ceti meno abbienti, contribuito alla crescita delle diseguaglianze, della povertà e della disoccupazione. (Continua a leggere dopo la foto)

La finanziaria in discussione che regala almeno 8 miliardi alle imprese mentre ne destina 0,4 all’istruzione e 2 alla sanità è la rappresentazione plastica dell’indirizzo filopadronale del “governo dei migliori” e delle forze politiche che lo sostengono. Contro queste politiche siamo intenzionati a batterci e a proseguire la nostra azione volta al recupero dei diritti del lavoro, alla conquista di una sempre maggiore eguaglianza sociale, al riscatto delle classi sociali svantaggiate. (Continua a leggere dopo la foto)

Una battaglia che non si farà certo fermare da qualsivoglia pretestuoso restringimento degli spazi politici e proseguirà nelle forme proprie e consuete dell’opposizione sociale, nei luoghi di lavoro e nelle piazze, come abbiamo fatto per anni, ripetuto l’11 ottobre scorso e come faremo nella giornata nazionale di lotta indetta per il 4 dicembre dalla CUB e da tutto il sindacalismo di base.

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