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Covid, svolta all’estero: “Va trattato come influenza”. In Italia invece restrizioni e caccia alle streghe

All’estero non vedono l’ora di togliersi il Covid dai piedi, in Italia si fa di tutto per tenersi stretta la pandemia. E già questo la dice lunga su quanto la questione sia sempre più politica e meno sanitaria. All’estero parlano di uscita, da noi si aumentano le restrizioni. All’estero parlano di “endemia”, da noi continua la folle caccia ai no vax. Mentre è sotto gli occhi di tutti che la pandemia ormai sta cambiando, e i dati del Regno Unito lo dimostrano ogni giorno, l’Italia fa una conferenza stampa per spiegare le nuove restrizioni senza fare un minimo accenno alla fine di questa storia. Da altre parti invece stanno agendo concretamente per passare alla fase di convivenza con il virus e trattarlo come una normale influenza. È questa l’idea che circola in Spagna per voce del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, che ha affermato come sia arrivato il momento di monitorare la pandemia in maniera diversa. (Continua a leggere dopo la foto)

“La Spagna mette a punto un sistema per monitorare il Covid come influenza comune”, titola il quotidiano El Pais. “Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cautela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino ad ora”, ha affermato Sanchez in un’intervista alla radio Cadena Ser. I protocolli stanno dunque diventando più permissivi e anche le restrizioni, perché la maggior parte di persone ormai hanno avuto contatti con il virus e si registrano sempre meno le forme gravi della malattia. (Continua a leggere dopo la foto)

Da una parte l’Italia con obblighi, divieti e soprusi. Dall’altra i Paesi esteri che vogliono passare dall’emergenza all’ordinaria amministrazione. Maestri della coabitazione con il virus, sono stati per primi gli inglesi, quelli brutti e cattivi della Brexit, che hanno gestito meglio di ogni altro Stato la pandemia. Boris Johnson ha annunciato un ulteriore taglio al periodo di quarantena: l’obiettivo è arrivare a cinque giorni entro marzo e diventare il primo Paese e passare da pandemia a endemia. Il professor Graham Medley, consulente di Downing Street, ha spiegato che “l’emergenza non può durare per sempre”, mentre Clive Dix, ex direttore della task force per i vaccini, ha invocato una “nuova normalità, nella quale il Covid sia trattato alla stregua dell’influenza”. Con una svolta anche nella campagna di vaccinazione: basta somministrazioni di massa, via a un approccio focalizzato sui vulnerabili. Altro che iniezioni forzate e multe. (Continua a leggere dopo la foto)

Da noi, però, si tiene ancora la linea dell’allarme perpetuo e della caccia alle streghe. Intanto in Spagna – come piega Il Giornale – il prossimo passo sarà quello di iniziare a curare le varianti del Covid in un modo più simile a quello che si fa con l’influenza: si smette di contare i casi e testare ogni minimo sintomo. L’obiettivo è osservare Sars-Cov-2 come una qualsiasi altra malattia respiratoria. Le autorità sanitarie spagnole stanno lavorando da mesi a questa transizione per mettere a punto un piano per abbandonare gradualmente la sorveglianza universale del covid e passare a quella chiamata “sentinella”, quello utilizzato per anni contro l’influenza. “Invece di denunciare ogni caso di Covid che viene rilevato nel Paese, cosa insostenibile nel lungo periodo, verrà scelto in modo strategico un gruppo di medici delle scuole primarie o dei centri sanitari, unito agli ospedali, per fare da testimoni”. L’Italia e gli italiani si sveglino dal torpore della ragione…

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