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Nel silenzio di tutti, Arcelor Mittal approfitta del covid-19 e lascia l’Ilva e Taranto

Non poteva desiderare nulla di meglio Arcelor Mittal. L’emergenza Coronavirus era il momento perfetto per andarsene in punta di piedi, e nel silenzio di tutti. Infatti, all’ex Ilva di Taranto, stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, gli indiani stanno approfittando della situazione per levare le tende, lasciando migliaia di lavoratori in crisi. La multinazionale franco-indiana, in amministrazione straordinaria, dopo aver comprato l’azienda e poi stracciato il contratto di vendita lo scorso autunno ora risulta solo come affittuario. “Gli indiani è come se non esistessero – spiegano autorevoli fonti di governo al Fatto – i manager europei non rispondono neanche più al telefono”. Questa è la situazione.

La stessa fonte dichiara: “Ora l’esecutivo punta solo a strappare una cifra adeguata per l’indennizzo, si penda ad 1 miliardo, ma la strada sembra in salita”. Il leader dei metalmeccanici della Uil Palombella: “La situazione sta diventando ingestibile e rischiamo dismissioni a raffica. L’esecutivo batta un colpo o gli operai si faranno sentire”. Per Confindustria Taranto la multinazionale dell’acciaio è già fuori. E c’è preoccupazione per la perdita di posti di lavoro e per l’economia del territorio.

Solo su Taranto, il rallentamento della produzione deciso da Arcelor Mittal, oggi al minimo tecnico, ha impedito il rientro dalla cassa integrazione di 630 lavoratori, oltre ad altri 1.000 mandati in cig tra cui gran parte addetti alle funzioni di manutenzione centrale, con un ulteriore ridimensionamento dei livelli di sicurezza per l’insieme dell’impiantistica, denunciano i sindacati.

È giunto il momento dunque che il governo esca allo scoperto e chiarisca tutti i dettagli di una vicenda sin troppo ambigua. Soltanto ieri il ministro del Lavoro, Catalfo e il ministro allo Sviluppo economico Patuanelli, hanno convocato le parti per lunedì 25 in call conference. Speriamo che almeno stavolta i dirigenti Mittal rispondano…

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