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“Conte sapeva ma non disse nulla”: Casaleggio schiaffo in faccia all’ex premier. La durissima accusa

Pubblicato il 17/09/2022 09:25 - Aggiornato il 17/09/2022 10:06

Sapeva ma non disse nulla. Un’accusa pesante, quella lanciata da Davide Casaleggio al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte a pochi giorni dal voto. Il figlio di Gianroberto, uno dei fondatori del M5S, si è affidato a Facebook per un lungo post, nel quale ha difeso il padre dalle accuse di aver ricevuto soldi dal regime venezuelano di Hugo Chavez “per influire sulle scelte del governo italiano tramite il Movimento”. Casaleggio aveva anche querelato in passato la testata spagnola che per prima aveva diffuso la notizia.

“Devo raccontarvi un fatto grave che è successo in questa legislatura” ha scritto Casaleggio, in un lungo post in cui parla del “caso Venezuela” come “un’infamia che è stata condotta contro mio padre”. Il figlio del co fondatore del Movimento 5 Stelle ha poi aggiunto di essersi fatto una personale idea di come sia andate, in realtà, le cose: “Anche i servizi segreti italiani, anche persone nel governo italiano, sono state coinvolte in questa vicenda. Speravo che la giustizia avesse già fatto il suo corso per la fine di questa legislatura, ma così non è stato. Credo sia quindi importante condividere alcune informazioni pubblicamente”.

“Chi era a conoscenza di quel documento prima che arrivasse nelle mani del giornalista spagnolo?” ha scritto ancora Casaleggio. Poi l’accusa diretta a Giuseppe Conte, ex premier e oggi leader grillino: “Era custodito in un cassetto del governo italiano già da un anno. Tra l’altro prima della pubblicazione, il 27 di aprile del 2019 i servizi segreti italiani con in mano questo documento vanno da Giuseppe Conte, vista la gravità del fatto denunciato dal documento, e lo sottopongono per una sua valutazione. Quello che è stato fatto? Nulla”.

“Non si fece né un’indagine su un fatto che effettivamente poteva essere molto grave, corruzione, riciclaggio, cercare di pagare una forza politica per indurre il governo a fare qualcosa per un Paese straniero. È qualcosa di molto grave, ma il Presidente del Consiglio al tempo non fece nulla. Non fece nulla neanche nell’altro senso. Se pensava che questo documento fosse falso, era una chiara calunnia. Un tentativo di calunnia perché al tempo il documento era segreto, ma non fece nulla neanche quando questo documento uscì sui giornali. Tutti i giornali italiani ne hanno parlato e Conte aspettò ben due giorni per fare la sua dichiarazione in cui sostanzialmente faceva finta di non saperne nulla e disse che non c’era niente da chiarire, e che avevano già smentito altri”.

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