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“Contagi a Trieste? Colpa dei frontalieri sloveni”. Le cifre “scagionano” i no green pass

Pubblicato il 11/11/2021 17:04


Nelle ultime 24 ore in Slovenia su 10.571 test molecolari effettuati, ben 4.481 sono risultati positivi, con un’incidenza pari al 42,4%. E’ il secondo dato più elevato di nuovi positivi dall’inizio della pandemia, dopo il record registrato una settimana fa con 4.515 casi in un solo giorno.

L’accelerazione di casi, annota il Corriere della Sera, inizia a riguardare anche i territori italiani più vicini al confine, coinvolti dai movimenti dei lavoratori e degli studenti transfrontalieri: si fa strada dunque l’idea che la cosiddetta “escalation dei contagi” a Trieste (471 casi a settimana per 100.000 abitanti) sia molto probabilmente dovuta non “soltanto agli assembramenti dei cortei no pass”.

Lo dimostra il fatto che i casi aumentano anche in Veneto e Alto Adige. «Il coinvolgimento maggiore delle zone del Nord Est del Paese è molto probabilmente influenzato, oltre che dagli assembramenti di massa, anche dai flussi in entrata di persone provenienti dall’Est europeo attraverso la frontiera con la Slovenia. Probabile origine di questa nuova ondata è la bassa copertura vaccinale nei Paesi dell’Est» osserva Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone, del Cnr .

Quanto all’andamento della campagna di vaccinazione nazionale anti-Covid in Slovenia, i numeri in Slovenia restano pressoché stabili. Al momento il 57% della popolazione è stato vaccinato con una dose e il 53,4% ha completato il ciclo di immunizzazione. Ieri sono state vaccinate quasi 14.000 persone, 11.205 delle quali però con la terza dose, mentre restano bassi i numeri per prima e seconda dos