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“Con lui ho molti punti di contatto”. Meloni-Letta-Draghi, l’asse che darà vita al “governo dei migliori 2.0”

Pubblicato il 20/09/2022 14:40

Un asse che si sta facendo sempre più saldo, all’insegna di una continuità pressoché totale con la precedenza esperienza di governo. Con l’avvicinarsi del voto del 25 settembre, Giorgia Meloni ha iniziato a stringersi sempre di più attorno a Mario Draghi, del quale a breve potrebbe prendere il posto, almeno stando ai sondaggi. Dando così vita a un’esperienza per nulla lontana dal “governo dei migliori”, espressione quanto mai grottesca considerando i risultati raggiunti dall’ex presidente Bce. Con sommo stupore, ovviamente, degli stessi elettori di Fratelli d’Italia.

Quello che si appresta a nascere, insomma, è una sorta di Governo Draghi 2.0. Con il Pd che potrebbe a sua volta giocare un ruolo attivo. Per capirlo basta rimettere indietro le lancette di qualche mese, per la precisione fino ad aprile, e rileggere l’intervista rilasciata da Meloni al direttore del Foglio Claudio Cerasa: “La stupirà leggere che apparentemente c’è più di un punto di contatto tra il pensiero di Enrico Letta e il mio”.

Nei giorni precedenti, il segretario dem aveva indicato in un manifesto di7 punti il percorso da seguire dopo il dramma del Covid e lo sconvolgimento della guerra tra Russia e Ucraina: su alcuni punti, la leader di Fratelli d’Italia aveva espresso la propria approvazione. E non si era trattato nemmeno di una prima assoluta, considerando che già sulla legge elettorale, sull’europeismo, sul sostegno alla Nato e sul Pnrr era iniziato un fitto dialogo tra i due leader politici.

Meloni aveva ammesso al Foglio: “È vero, è tempo di un’Europa forte. E serve un’anima a questa Europa. Ce lo impongono la storia e la cultura dell’Italia, che insieme all’antica Grecia può essere definita la culla della civiltà europea. Ce lo impongono le sfide del futuro che rischiano di essere condizionate in maniera decisiva e forse irrimediabile da quelle del presente, a partire dalla brutale e ingiustificata aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina”. Una convergenza nello “sguardo politico” che è l’ennesimo indizio di quanto accadrà dopo il 25 settembre, quando a prendere vita sarà una sorta di “governo dei migliori 2.0”. Con buona pace di chi, in un cambiamento, ci sperava davvero.

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