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“Che Rotterdam sia la fine e non l’inizio di una guerra”

Pubblicato il 21/11/2021 00:08

Di Lorenza Morello.

È indubbio che, dopo i tragici incidenti di ieri a Rotterdam, la comunità internazionale tutta debba fermarsi per una seria riflessione su ciò che ad oggi è stato fatto e, ancora di più, su cosa si debba fare da qui in avanti per la gestione della cd “pandemia”.
L’evidente dualismo globale causato dalla spaccatura sì/no vax e la conseguente assoluta mancanza di considerazione di soggetti, quali la sottoscritta, che sono nel mezzo tra queste due fazioni contrapposte (e che vorrebbero semplicemente che fossero garantiti i diritti di ciascuno giacché non esiste una gerarchia di diritti) ha esacerbato il clima fino a quello che, se non si interviene speditamente, potrebbe essere un preoccupante punto di non ritorno.


L’incitamento all’odio cui abbiamo assistito in questi mesi da parte del mainstream, degli opinionisti e dei virologi (categoria che fino a 20 mesi fa nessuno aveva mai preso in considerazione e che adesso viene trattata e si atteggia da pop star) unitamente alle azioni compiute dalla maggior parte dei Governi e delle istituzioni che, da un lato, non hanno avuto la forza e la volontà (perché, per quanto riguarda i paesi appartenenti all’Unione Europea, la stessa si è pronunciata in modo contrario ad ogni discriminazione nella direttiva 953/2021 -si noti per inciso che “per una svista” la Gazzetta Ufficiale italiana ometteva di tradurre il divieto di discriminazione di cui al considerando 36 e su ciò è stata fatta una apposita interrogazione parlamentare-) di imporre l’obbligo vaccinale, ma dall’altro hanno promulgato delle norme che rendono -in Italia più che altrove- pressoché impossibile l’esercizio di qualsiasi attività per chi non abbia ricevuto ormai almeno due dosi del siero ha causato l’odio che ormai circola indisturbato sulle piattaforme così come per le strade. Con un’evidente compressione dei diritti fondamentali che ha portato, da ultimo, agli scontri di ieri.


Ora, laddove le due fazioni contrapposte “sì/no” si accusano vicendevolmente di non avere preparazione medico scientifica, è però amaramente vero che se un becanter qualsiasi riporta le teorie del mainstream, anche se fa l’idraulico va bene lo stesso, se invece si sostengono tesi opposte a quelle della maggioranza anche i premi Nobel vengono tacciati di essere dei vecchi rimbecilliti. E questo doppiopesismo è sotto gli occhi di tutti. In altre parole, se sostieni le opinioni del mainstream puoi essere chi vuoi e aver o non aver studiato ma hai la ragione dalla tua, se invece ti opponi, puoi essere un cattedratico e portare tutti i dati che comprovano ciò che sostieni che comunque verrai ridicolizzato ed emarginato.


E così la gente si azzuffa nelle tribune reali o virtuali a suon di esempi improponibili o paradossali (il paracadute, l’ombrello il semaforo solo per citarne alcuni) e si passa da richieste più “soft” tipo quelle di chi vorrebbe che i non vaccinati si pagassero le terapie intensive, senza tenere conto che è già così, almeno in Italia, perché le terapie intensive le pagano tutti i cittadini con le proprie tasse. E che quindi anche i cd “no vax” hanno pagato in questi mesi il sistema sanitario e gli hub vaccinali pronti a somministrare il siero a chi desiderasse sottoporvisi (così come anche chi non fuma paga il sistema sanitario per chi contrae qualche brutta patologia causata dal fumo anche se questo -questo sì- per certo danneggia sia il fumatore che chi gli sta accanto, ma non mi pare aver mai assistito a scene di odio nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che ha scatenato il tema di cui alla presente) a frasi molto più dure come “i non vaccinati andrebbero fucilati” pronunciate da qualche amministratore locale, senza che nessuno lo destituisse o nemmeno lo censurasse per incitazione all’odio.


Ebbene, è giunto il momento di comprendere che questo clima di odio non giova a nessuno ma che, se non si smette di gettare benzina sul fuoco le autopsie che (inspiegabilmente per una comunità che dice di rappresentare “la scienza”) non si sono mai fatte durante questa pandemia sui pazienti che morivano a seguito di complicanze causate dalla folle “Tachipirina e vigile attesa” (protocollo oscenamente in vigore fino a poco tempo fa) temo dovranno farsi su chi perderà la vita per strada a causa di scontri che -a quel punto sarà chiaro- non si saranno voluti evitare.
E che sparare ad altezza d’uomo durante un corteo poteva forse succedere nel vecchio west ma non certo nella vecchia Europa nel 2021.