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“Casi superiori al previsto”. L’allarme della Cdc Usa sui vaccini ai minori

Assurdo, stanno cercando di normalizzare un discorso che non dovrebbe nemmeno lontanamente esistere. Mentre dall’America accendono il campanello di allarme, in Italia la classe politica prende in considerazione l’ipotesi di applicare il Green Pass nelle scuole.

I Cdc, ovvero i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, hanno segnalato: nei bambini e nei giovani a cui sono stati somministrati i vaccini Rna messaggero Pfizer e Moderna, si riscontra un numero di casi di infiammazione cardiaca significativamente più alto.

“The US Centers for Disease Control and Prevention (CDC) is reporting a higher-than-expected number of myocarditis cases among young people who received the Pfizer/BioNTech or Moderna mRNA-based COVID-19 vaccines”, si legge sul sito da cui riprendiamo i dati.

Ricordiamo che attualmente l’Agenzia europea per i farmaci (Ema) approva l’uso di Biontech-Pfizer nei giovani dai 12 – 15 anni. In Italia -riferisce Il Fatto- l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera all’estensione del vaccino ai giovanissimi dal 31 maggio. A giugno, dunque, sono iniziati gli open day. Nella regione Sicilia, ad esempio, è stata portata avanti l’assurda iniziativa per incentivare l’adesione alla vaccinazione tra i più giovani che prevedeva l’omaggio di una birra, al costo di un prezzo simbolico (0,50cent), in seguito alla vaccinazione.

Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova, aveva sottolineato a Il Fatto già l’1 giugno, che quella della correlazione tra miocardite e somministrazione del vaccino ai più giovani “è una complicazione che non va sottovalutata. Non si sa quanto impatto abbia sulla funzionalità cardiaca negli anni”. E che se “stanno indagando significa che hanno trovato casi di miocarditi sospette”.

Insomma, il dubbio di una correlazione con il vaccino tedesco-americano esiste e non è stato escluso,tanto che il sito riferisce che “The CDC is continuing to monitor the potential risks”. “La CDC ha avvertito i medici del possibile legame tra miocardite e vaccini“, si legge sul Fatto Quotidiano. In Israele e negli Stati Uniti la vaccinazione con vaccini anti COVID-19 a mRNA per la fascia dei giovanissimi 12-16 anni e over 16 è iniziata da tempo, ed è notizia recente che proprio in Israele sono state riportate “275 miocarditi nei giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni”. In Italia, Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, ha spiegato che “ancora non ci sono valutazioni definitive. È stato segnalato qualche caso di miocardite, apparentemente lieve e che si risolve in poche settimane, tra i giovani tra i 16 e i 20 anni”. Ancora in corso, dunque, la valutazione sull’eccesso di miocarditi in questa fascia di età, soprattutto nei ragazzi di sesso maschile”.

I Cdc hanno segnalato che “più della metà dei casi segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System(VAERS) degli Stati Uniti riguardavano persone di età compresa tra 12 e 24 anni” e che “le reazioni si addensavano dopo la seconda dose di vaccini Pfizer/BioNTech o Moderna”. Il dottor Tom Shimabukuro, vicedirettore dell’Ufficio per la sicurezza delle vaccinazioni dei CDC: “Abbiamo chiaramente uno squilibrio lì” e ha aggiunto:”La stragrande maggioranza dei casi si è verificata entro una settimana dalla vaccinazione”.

Ma quali sono le aspettative sul numero di casi di miocardite per quella fascia di età? La CDC risponde che va tra i 10-102 casi nella fascia di età 16- 24, mentre “sono stati osservati 283 casi di infiammazione cardiaca dopo la seconda dose di vaccino nei soggetti della stessa fascia di età”.

Stando a quanto riferito dalla CDC, quindi, i dati del VAERS mostrano chiaramente che “nella finestra di 30 giorni successiva alla vaccinazione anti-COVID-19, con la seconda dose di mRNA, è stato osservato un numero maggiore di casi di miocardite/pericardite osservati rispetto al previsto”.

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