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Cartelle, sfuma il rinvio: il Fisco si prepara a tornare alla carica, tremano le famiglie italiane

Tante questioni ancora aperte, nelle discussioni interne al governo in vista della prossima manovra economica. Con il tempo a disposizione che continua a ridursi e la spiacevole sensazione che, ancora una volta, gli italiani si troveranno presto a fare i conti con una sorpresa non proprio gradita: la proroga delle scadenze fiscali non sembra infatti tra le prorità dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, con la recente frenata sul rinvio che apre le porte a un ritorno alla carica dell’Agenzia delle Entrate nei confronti delle famiglie, già messe in ginocchio dalle tante difficoltà causate dalla pandemia.

Sul testo, che ha raccolto oltre 6 mila emendamenti poi ridotti a 700, non sono ancora iniziate le votazioni, visto che si attende un maxi-emendamento da parte del governo che raccoglierà tutte le proposte di modifica. Con il rischio, sottolineato da Claudia Voltattorni sulle pagine del Corriere della Sera, che nel frattempo si crei un ingorgo vero e proprio in Parlamento: “Il ddl Bilancio si incrocia con il percorso avviato ma non ancora concluso dei decreti Pnrr e Fisco che vanno convertiti il prima possibile. E su tutto incombe lo sciopero generale di Cgil e Uil di giovedì 16 dicembre”.

La maggioranza sembra aver trovato un’intesa sul fronte dei bonus edilizi, con “l’ok unanime all’estensione del Superbonus 110% a tutto il 2022 anche alle unifamiliari (ma non agli alberghi) e l’eliminazione del tetto Isee”. I temi caldi sono però ancora tanti, in attesa di una soluzione ancora non definita: “Dopo l’ok all’anticipo di spesa che libera 3,8 miliardi di cui 1,8 per bloccare gli aumenti di luce e gas, al Mef si lavora per definire platee e modalità di stop agli aumenti”. Sul gas sarebbe arrivato l’accordo per tagliare l’Iva al 5%, mentre sull’elettricità si ragiona su un blocco dell’aumento per le famiglie meno abbienti e le aziende più piccole.

Infine, come detto, il problema delle cartelle esattoriali. A parole, tutti i leader dei partiti che sostengono il governo si dicono favorevoli a un rinvio. Nei fatti, però, la direzione intrapresa è diametralmente opposta, tanto che la viceministra all’Economia Laura Castelli ha chiarito: “Si tratta di un tema importante ma anche molto oneroso, non contenibile nelle risorse a disposizione del Parlamento”. Gli italiani, insomma, faranno meglio a prepararsi all’ennesima promessa tradita.

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