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Bramini: “Annullata la mia legge contro lo sfratto: ora 1 milione di italiani finirà in strada”

Era il 2018 quando Sergio Bramini diventava suo malgrado famoso come “l’imprenditore fatto fallire dallo Stato”, sfrattato sotto gli occhi delle telecamere dalla sua casa a Monza, in Lombardia, nonostante la sua storia vesse fatto clamore: l’uomo aveva infatti ipotecato l’abitazione per non far fallire la propria azienda e poter continuare a pagare i dipendenti, convinto che lo Stato, che gli doveva circa 4 milioni di euro, si sarebbe sbrigato a onorare i propri debiti. Niente di più sbagliato, con Bramini che si era trovato così a perdere sia l’impresa che la villa nella quale viveva. L’inizio di una nuova battaglia, quella per dar vita a una legge che impedisse il ripetersi di certe ingiustizie.

Il Movimento Cinque Stelle era infatti subito sceso in campo, seguito a stretto giro dalla Lega di Matteo Salvini, e dopo aver manifestato solidarietà all’imprenditore lo aveva nominato consulente del governo gialloverde per creare la “Legge Bramini”. Una conquista, però, subito cancellata, come raccontato da Bramini stesso alle pagine di Monza Today: “La legge prevedeva che il custode fallimentare non poteva più sostituirsi al debitore. Stop allo sloggio preventivo, prima che l’immobile sia stato venduto all’asta, permettendo così al debitore di trovare nel frattempo una soluzione per lui e per la sua famiglia”. Con l’avvento di Draghi a Palazzo Chigi, però, questo meccanismo sarà spazzato via.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede, infatti, un ritorno al passato, annullando la legge Bramini: “Sono molto amareggiato. Non lavoro più per il governo e le grandi battaglie portate avanti in questi anni sono state spazzate via. Quando uscii dalla mia casa a bordo della mia auto feci una promessa: la sofferenza che avevo vissuto sulla mia pelle non dovevano più viverla altre persone. Proprio con questo spirito ho deciso di impegnarmi in politica e di diventare consulente di Luigi Di Maio. In poche settimane, grazie all’aiuto di un team di professionisti, abbiamo partorito la legge Bramini che tuteleva le persone che a causa del sovra indebitamento sarebbero finite in mezzo alla strada”.

“La cancellazione della legge Bramini è per me motivo di grave dolore – ha concluso Bramini – Ma io non mi arrendo. La politica anche recentemente mi ha cercato: ci penserò, ma con un solo scopo. Far sì che quello che io ho vissuto il 18 maggio altri non lo vivano più. Se, come si vocifera, il 30 giugno verranno sbloccati gli sfratti in Italia ci saranno oltre un milione di persone senza un tetto sulla testa. Io non mi arrendo, vado avanti, sono pronto anche a dimostrazioni plateali pur di difendere il diritto di chi, senza colpa, si ritrova a non avere i soldi per pagare l’affitto o la rata del mutuo”.

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