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Borseggiatrici impunite, una soluzione ci sarebbe. Boom della petizione online

Una città sempre meno sicura, la Milano di Beppe Sala. Con la popolazione che protesta per l’aumento dei crimini e, in particolar modo, punta il dito contro l’inspiegabile tolleranza nei confronti di borseggiatrici e borseggiatori che ogni giorno colpiscono tanto i turisti quanto i cittadini del capoluogo lombardo, con segnalazioni continue di fronte alle quali, però, non vengono presi provvedimenti. E così a organizzarsi sono stati gli stessi milanesi, che hanno deciso di lanciare una petizione per dire basta a una situazione diventata col tempo sempre più insostenibile.

“Anziani distrutti perchè hanno rubato loro lo stipendio, turisti che piangono perchè hanno perso i documenti” si legge sulla popolare pagina “MilanoBellaDaDio”, gestita da Giovanni Santarelli, tra i promotori di una petizione per dire basta alla criminalità cittadina. L’iniziativa, lanciata su Change.org, ha l’esplicativo titolo “Modifica Circolare Procura Milano per le Borseggiatrici di MilanoBellaDaDio” ed è subito andata incontro a un grande successo. Nel giro di pochi giorni, infatti, oltre 9 mila persone hanno prontamente firmato l’appello.

Nel testo si chiede all’amministrazione “come mai tra tutte le borseggiatrici che ogni giorno rubano a Milano, quelle con un ordine di carcerazione non fanno neanche un’ora di carcere. Nel resto d’Italia invece finiscono in carcere in attesa della decisione del magistrato. Perché Milano deve essere così indulgente verso reati che vengono perpetrati? Che figura facciamo con i nostri turisti?”. Il gestore della pagine segnala da tempo i profili dei borseggiatori attivi sulle linee metro cittadine

La petizione è disponibile al seguente link. Un allarme, quello dei borseggiatori, che ha spinto i cittadini a formare i City Angels, volontari che monitorano le stazioni più colpite. Il referente Massimo Furlan ha raccontato ad Affari Italiani: “Furti e borseggi interessano soprattutto la linea rossa. Le stazioni più colpite sono quelle di Loreto, Duomo e Cadorna. Il nostro compito è controllare che nessuno si faccia male. Noi non tocchiamo nessuno e non ricorriamo alla forza. Spesso le borseggiatrici sono piuttosto aggressive, colpiscono con ombrelli e usano la violenza per rubare portafogli e borse. Monitoriamo la situazione, avvisiamo i passeggeri e chiamiamo la security appena vediamo una borseggiatrice in flagranza di reato oppure quando le cogliamo con in tasca documenti rubati o refurtive”.

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