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Big Pharma alla guerra dei vaccini: così Pfizer, Moderna e AstraZeneca si dividono il mondo

Se c’è una cosa che ai tempi di una pandemia vale più dell’oro questa è il vaccino. Fin dagli inizi abbiamo visto i laboratori delle grandi case farmaceutiche di ogni parte del mondo impegnarsi per rintracciare per primi la formula del siero che avrebbe conquistato le richieste del globo. 

Il Corriere della Sera traccia la mappa geopolitica delle grandi società che si stanno spartendo il mercato. Le supertpotenze che hanno per ora il primato tra tutti gli Stati del mondo nella diffusione dei vaccini sono Usa e Gran Bretagna. A fronteggiarsi nel “FarmaRisiko” ci sono anche Cina, Russia e India. 

Gli Usa, con tre vaccini in campo, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson, sono indiscutibilmente i primi. Il vaccino Pfizer-BioNtech risulta già somministrato in ben 77 Paesi: oltre a Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda, copre tutti i Paesi europei, compresi quelli dell’Est, tranne la Moldavia e l’Ucraina, che usano solo AstraZeneca, e San Marino, che ha scelto Sputnik. Pfizer arriva anche nella Città del Vaticano, Israele, Libano, Kuwait e Qatar. Così come in Giappone, Malesia, e Singapore. 

L’anglo-svedese AstraZeneca, sviluppato dallo Jenner Institute dell’Università di Oxford, risulta invece al momento il vaccino più utilizzato al mondo. Con ogni probabilità il suo successo lo deve al suo prezzo, il più basso tra tutti. Tra i 78 Paesi che ne stanno facendo uso ci sono quasi tutti gli europei, anche quelli dell’Est. Una differenza importante rispetto agli americani è che AstraZeneca è molto richiesto in Africa, ben 7 su 13 Paesi (tra cui l’Angola, il Ghana, il Kenia, il Marocco, il Rwanda e l’Uganda) ne stanno facendo utilizzo. 

Il russo Sputinik è stato il primo vaccino anti-covi al mondo ad essere registrato (in agosto). Autorizzato in quasi 50 Paesi, è operativo in 18. Al momento viene utilizzato oltre che a San Marino, in Montenegro, Serbia e in Ungheria, l’unico Paese al mondo in cui si utilizzano tutti i vaccini in circolazione. “A sceglierlo sono i Paesi con regimi autoritari”, sottolinea il Corriere. L’Italia è l’unico Paese tra quelli europei ad aver rotto il fronte anti russo siglando un accordo che prevede la produzione di dieci milioni di dosi.

Pechino spopola con i suoi due sieri SinoPharm e SinoVac in Sud America, Egitto e Turchia. In Sud America le esportazioni interessano i big come Argentina, Brasile e Perù. Non mancano le FIlippine, l’indonesia, Thailandia, Laos e Cambogia. 

L’India produce ben il 60% dei vaccini distribuiti nel mondo, tra cui AstraZeneca. Importante da tenere in considerazione inoltre non solo le esportazioni ma l’aspetto dell’approvvigionamento delle materie prime: mentre in Cina si produce la maggior parte delle moecole e dei principi attivi, gli Usa monopolizzano il settore dei bioreattori e dei materiali plasitci. 

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