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Benzinai, sciopero di 2 giorni confermato (anche per i self service): ecco gli orari

Pubblicato il 23/01/2023 13:38
Sciopero dei benzina il 25-26 gennaio

Nonostante il disperato appello del ministro delle Imprese de del Made in Italy, Adolfo Urso, con la speranza di scongiurare lo sciopero dei benzinai, i gestori delle pompe non ne vogliono sapere e confermano: “Sarà sciopero”. Il 25 e 26 gennaio, dunque, sarà una due giorni nera per gli automobilisti e trasportatori italiani. I rappresentanti delle stazioni di servizio, comunque, fanno sapere che resteranno disponibili per una revoca anche dell’ultimo minuto a patto che vengano accolte le loro istanze. Le principali associazioni di categoria inoltre hanno attaccato proprio Urso, il quale ha messo l’accento sul danno che si provocherà ai cittadini: “Le dichiarazioni del ministro sono l’ennesima dimostrazione della confusione in cui si muove il Governo in questa vicenda”, hanno tagliato corto. Ma cosa succederà nelle strade italiane? Ecco lo scenario. (Continua a leggere dopo la foto)

La spaccatura si è consumata perché, dopo gli accertamenti di Antitrust e Guardia di finanza sulla condotta di circa 1000 gestori, il governo ha richiesto maggiore trasparenza e imposto l’obbligo per ogni distributore di esporre un cartello con i prezzi medi regionali, pena il pericolo di essere sanzionati. E proprio Urso, poi, è arrivato a parlare di “zone d’ombra che danneggiano coloro che lavorano in piena onestà”. Gli operatori l’hanno visto come un affronto e hanno confermato la serrata di 48 ore che partirà alle 19 di martedì 24 gennaio e terminerà alla stessa ora di giovedì 26 gennaio. Ci sono però alcune finestre.

Lo sciopero per la rete ordinaria parte dalle 19:00 del 24 gennaio, mentre per la rete delle autostrade alle 22. Inoltre, la chiusura riguarderà anche i distributori self service. Rimaranno aperte solo alcune stazioni di servizio, scelte su base provinciale, in modo da poter garantire i sevizi minimi. Nel volantino predisposto per i distributori da Faib, Fegica e Figisc / Anisa si legge la motivazione esposta al pubblico: “Per protestare contro la vergognosa campagna diffamatoria nei confronti della categoria e gli inefficaci provvedimenti del governo che continuano a penalizzare solo i gestori senza tutelare i consumatori. Per scongiurare nuovi aumenti del prezzo dei carburanti”.

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