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“Europa, stangata per gli italiani”. La Bce non si ferma e prepara l’ennesimo colpo al nostro portafogli

Pubblicato il 24/07/2023 11:26 - Aggiornato il 24/07/2023 11:41

Un coro unito che parte dal governo e arriva fino agli imprenditori. Tutti contrari alla politica già inaugurata da tempo da parte di Fed e Bce, pronte all’ennesimo rialzo sui tassi di un quarto di punto. Il tutto nonostante le proteste che negli ultimi mesi hanno sempre accompagnato decisioni analoghe. “Si sono incaponiti sulla via dei rialzi, ma di certo bene non fanno” ha tuonato per primo il ministro della Difesa Guido Crosetto. Con Giorgia Meloni che ha messo in dubbio le capacità diagnostiche della Banca Centrale Europea: “La sua semplicistica ricetta danneggia le economie degli Stati membri”. Di tutt’altro avviso, come sempre, la sinistra, che di fronte agli errori di Bruxelles volta puntualmente il capo e finge di non vedere. (Continua a leggere dopo la foto)
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Christine Lagarde sembra però ancora una volta voler andare avanti per la sua strada, incurante delle obiezioni. Nelle prossime ore un ulteriore 0,25% si andrà ad aggiungere al 4% di rialzo già toccato in appena un anno, con ulteriori aumenti sui tassi che potrebbero essere varati a settembre. Non certo una bella notizia per le famiglie, che non sembrano però nei pensieri dell’Ue. (Continua a leggere dopo la foto)

Alle pagine del Tempo, il senior analist di Mps Capital services Vincenzo Bova ha spiegato: “Siamo alla fine del lungo ciclo dei rialzi dei tassi, ma mancano gli aggiustamenti finali che i mercati inizieranno a metabolizzare nel mese di agosto. Personalmente penso che sia la Bce, sia la Fed finiranno per rialzare i tassi a settembre, ma per ora preferiscono non dare indicazioni chiare ai mercati”. (Continua a leggere dopo la foto)

bce batosta famiglie

Il motivo di queste sceflte? “Si riservano di controllare i dati sull’inflazione dei prossimi due mesi. Negli Stati Uniti l’inflazione è scesa molto di più rispetto all’Eurozona. A giugno i prezzi al consumo negli Usa sono calati al 3% e quelli dell’area euro restano invece al 5,5%. La Bce è dunque la banca centrale che ha più probabilità di rialzare ancora i tassi a settembre, ma si vuole lasciare le mani libere. Entrambe quindi manterranno la bocca cucita sulle mosse di settembre, anche se la Bce potrebbe usare un linguaggio più aggressivo della Fed”.

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