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Barbero sotto attacco per il No al Green Pass: il vergognoso affondo di Gramellini

Il professor Alessandro Barbero, storico e volto noto della tv, divenuto via via sempre più famoso anche sui social per via del suo metodo innovativo e accattivante di raccontare la storia (soprattutto è seguito dai giovani), ha firmato un appello redatto dai suoi colleghi docenti universitari per dire No al Green pass, perché è una “misura discriminatoria”. Il professore, amato e lodato da tutte le parti, dopo questa uscita ha iniziato a prendere però bastonate a destra e a manca da parte del Sistema. Perché va così: se non ti allinei, ti spezzano. E allora ecco arrivare anche la sua “condanna” da parte del Corriere della Sera (o della Serva, come lo chiama qualcuno, tra cui il leader di ItalExit Gianluigi Paragone). Massimo Gramellini ha infatti speso uno dei suoi “Caffè” per andare all’attacco di Barbero, reo di aver espresso una sua legittima opinione, anche in veste di storico e di accademico. Cosa ha scritto Gramellini? (Continua a leggere dopo la foto)

Si legge sul Corriere: “Secondo il professor Barbero, illustre capofila mediatico del «pronunciamento» di oltre 350 accademici contro il green pass, Dante avrebbe messo i politici nel girone degli ipocriti. In effetti il certificato verde è anche uno strumento di pressione per imporre surrettiziamente l’obbligo del vaccino, perché ti rende la vita talmente difficile e piena di tamponi che alla lunga offrire il braccio alla puntura diventa la scelta più comoda. Quello che però il professor Barbero si dimentica di aggiungere è che in quel girone il governo farebbe fatica a trovare un posto libero”. Con chi ce l’ha Gramellini? (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive: “Gli ultimi, Dante li avrà già sicuramente assegnati ai docenti universitari che se ne stavano muti finché il green pass colpiva i ristoratori, ma che si sono improvvisamente svegliati dal sonno degli indignati appena la tempesta ha investito la loro piccola corporazione. Almeno dagli intellettuali ci si aspetterebbe che reagissero ogni qual volta ritengono leso il Bene Comune e non solo quando il sopruso, vero o presunto, lambisce il loro «particulare». Che poi, a voler essere sofisti, nel ragionamento di Barbero c’è una forma di ipocrisia ancora più sottile”, attacca il giornalista. (Continua a leggere dopo la foto)

Conlude Gramellini il suo affondo spietato: “Laddove dice che, se il vaccino fosse dichiaratamente obbligatorio, lui non avrebbe nulla da obiettare. Ma non sarà che lo dice proprio perché sa quanto sia difficile che il vaccino diventi obbligatorio? Altrimenti, se davvero non ha nulla da obiettare, perché non suggerisce ai suoi colleghi sulle barricate di vaccinarsi, così la finiamo qui?”. Quello che è veramente vergognoso è che un docente importante e riconosciuto come Barbero venga attaccato da Gramellini perché sarebbe “colpevole” di non aver proferito parola sui ristoratori. Appena uno canta fuori dal coro, ecco che arrivano le botte del Corriere della Serva.

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