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Azzolina è riuscita a sistemarsi: dopo mille polemiche, l’ex ministra sarà preside

Non sarà certo ricordata come la miglior ministra dell’Istruzione nella storia del nostro Paese, Lucia Azzolina. Che anzi, durante i suoi mesi al governo con Giuseppe Conte premier è riuscita ad attirarsi molte più critiche che complimenti. Sotto il profilo della lungimiranza, però, la deputata del Movimento Cinque Stelle non è davvero seconda a nessuno, come dimostrato dalla celerità con cui, guardando al futuro, si è rimboccata le maniche per tagliare in fretta il più importante dei traguardi: assicurarsi un posto fisso.

Azzolina è riuscita a sistemarsi: dopo mille polemiche, l'ex ministra sarà preside

Come riportato in queste ore da La Verità, infatti, Azzolina ha ricevuto il 14 agosto la tanto attesa comunicazione: ha vinto il discusso concorso per oltre tremila presidi di scuola che si era tenuto nel 2018-19 e che era stato accompagnato da un lungo strascico di polemiche per la presunta poca trasparenza. Azzolina era riuscita a superare la prova scritta per il rotto della cuffia (73 punti, contro i 70 di minimo richiesti) senza brillare poi particolarmente nemmeno all’orale: 80,5 su 100, con tanto di inevitabili meme lanciati in rete dagli utenti per scherzare sui voti, non proprio eccellenti per usare un eufemismo, ottenuti in informatica e inglese.

Il vero nodo della questione, però, era quello relativo a un potenziale conflitto di interessi di Azzolina, che nel frattempo, a marzo 2018, era stata eletta deputata tra le fila del Movimento Cinque Stelle, entrando anche in Commissione Cultura, istituzione che da statuto si occupa anche di concorsi scolastici. Una polemica dopo l’altra che, però, non avevano fermato l’ascesa della grillina, che nel gennaio del 2020 era diventata addirittura ministra dell’Istruzione. Nel frattempo, alcuni degli aspiranti presidi che non avevano superato il concorso avevano però dato il via a una battaglia legale, sostenendo che alcuni dei criteri di selezione fossero stati disattesi.

Proteste legittime secondo il Tar del Lazio, che aveva clamorosamente annullato il concorso ordinando al ministero della stessa Azzolina la piena pubblicità degli elaborati e dei risultati dello scrutinio. A quel punto, però, ecco il classico paradosso all’italiana: il Consiglio di Stato era arrivato per sospendere la sentenza del Tar, dichiarando alla fine “non fondati” i ricorsi. Con il successore di Azzolina, Bianchi, che si è ben guardato da successivi interventi. E con l’ex ministra ora pronta a iniziare in pompa magna la sua nuova avventura.

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