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Autostrade, l’accordo con i Benetton è una sconfitta su tutta la linea

Nel giro di qualche mese la linea del Movimento Cinque Stelle è passata dalla “revoca delle concessioni autostradali” a un “accordo che toglierà di mezzo i Benetton senza dar loro un euro”. Entrambe promesse non mantenute, considerando la trattativa in corso tra lo Stato e Autostrade per l’Italia. Con gli imprenditori trevigiani che lasceranno sì la maggioranza di Aspi, vendendola, ma se ne andranno con il portafogli gonfio come non mai, con buona pace di chi ancora spera vengano inchiodati alle proprie responsabilità per il drammatico crollo del Ponte Morand a Genova.

Autostrade, l'accordo con i Benetton è una sconfitta su tutta la linea

I grillini hanno già pronti i loro slogan vittoriosi, per cercare di vendere agli italiani l’ennesimo fallimento come un successo. Diranno di aver cacciato i Benetton, che in realtà stanno per portare a termine una trattativa milionaria. E di aver riportato le autostrade in mano allo Stato, nonostante in realtà la cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti, pronta all’acquisto della maggioranza di Aspi, vede tra i protagonisti anche i fondi stranieri Blackstone e Macquaire. Niente di qunato promesso mesi fa, insomma, anche se ormai il trasformismo dei Cinque Stelle non da più notizia da un pezzo.

E pensare che era stato proprio Giuseppe Conte, presidente del Consiglio ieri e leader del “nuovo” M5S oggi, a pronunciare per primo parole di sfida ai Benetton, all’indomani di quel 14 agosto 2018 segnato dalla tragedia genovese. “Non possiamo aspettare i tempi della giustizia” tuonava l’Avvocato del Popolo di fronte alle prime rivelazioni che sottolineavano come le nostre autostrade fossero in una situazione disastrosa, con opere di manutenzione minime o del tutto assenti. E via con i proclami, dalla riscrittura delle regole sulle sicurezza (fatte sì, ma rimaste incomplete e ancora in larga parte inapplicate) alla cacciata degli avidi imprenditori, ancora regolarmente al loro posto in attesa di portare a termine l’affare del secolo.

In mezzo, il governo ha anche creato l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture autostradali, fortemente voluta dal disastroso ex ministro Danilo Toninelli e che oggi vede nel ruolo di direttore generale l’ingegnere Domenico De Bartolomeo. L’Huffington Post ha rivelato come, al momento, l’ente non abbia svolto ancora nemmeno un’ispezione, perdendo tre anni soltanto per la scelta dei vertici. Un disastro su tutta la linea, insomma. Con i Cinque Stelle pronti, però, a cantare vittoria, ennesima presa in giro a danno degli italiani.

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