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“L’odore acre poi l’esplosione”. Auto ibrida, il racconto da incubo: “Fulvio, vivo dopo l’incendio”

Pubblicato il 20/11/2023 11:45 - Aggiornato il 20/11/2023 12:46


“Davanti a me ho visto questa macchina prendere fuoco, non c’è stata esplosione, ma una combustione, non ordinaria. Fiamme alte quindici metri. Se fosse successo in un altro orario sarebbe stato ancora più disastroso”. Questa la drammatica testimonianza di Tullio Ciarlone, testimone oculare che viaggiava sulla tangenziale di Napoli il 23 giugno scorso. Davanti a lui, un’auto ibrida sperimentale a bordo della quale hanno perso la vita la ricercatrice Maria Vittoria Prati e il giovane laureando in ingegneria meccanica Fulvio Filace, che avevano il compito di misurare emissioni e consumi reali di quell’auto arrivata al Cnr di Napoli da Salerno. (Continua a leggere dopo la foto)
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La testata Report ha cercato di ricostruire l’accaduto, raccogliendo testimonianze che sono state riportate dal Corriere della Sera. “Io vedo una palla di fuoco uscire dall’auto – ha spiegato il testimone – era Fulvio che cerca di salvarsi la vita. Io lo porto all’ombra della mia auto e lì cominciamo a parlare. Perché Fulvio era lucido. E mi ha raccontato che pochi secondi prima dell’incendio lui e la docente stavano parlando perché sentivano uno strano odore acre in auto. Lo stesso odore che ho sentito anche io quando sono arrivato sul posto. Che non era associabile alla tipica combustione da idrocarburi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sia la docente che lo studente erano morti dopo l’incidente. La mamma di Fulvio, Maria Rosaria Corsaro, ha spiegato: “Aveva l’ambizione e il desiderio di andare a lavorare in una bella azienda dove mettere a frutto i suoi studi, la sua passione. Mi aveva solo detto che erano arrivate due macchine dall’università di Salerno che dovevano testare”. (Continua a leggere dopo la foto)

Report ha pubblicato pubblica le chat e i messaggi che si sono scambiati tra loro i ricercatori napoletani prima di testare l’auto. Messaggi su fili trovati scollegati e che solleverebbero ulteriori dubbi, anche sulla batteria. Il cugino di Fulvio, Fabio Corsaro, su Facebook ha scritto: “Sono passati quasi 5 mesi dalla morte insensata di mio cugino. Fulvio è deceduto all’età di 25 anni a causa delle gravi ustioni e dei problemi respiratori riportati in seguito all’esplosione di un’auto prototipo, su cui era a bordo mentre svolgeva l’attività di tirocinio universitario, avvenuta in un caldissimo venerdì di inizio estate sulla Tangenziale di Napoli. Da quel momento la vita della nostra famiglia è cambiata per sempre. Verità e giustizia, è questo che abbiamo promesso a Fulvio”.

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