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Atlantia scrive all’Europa per attaccare l’Italia: “Intervenite, norme violate”

Siamo al paradosso, per non dire al grottesco. Eravamo rimasti con mezzo governo e tutti i 5Stelle compatti per chiedere la revoca delle concessioni di Autostrade ai Benetton. Poi qualcosa è cambiato… Di revoca non si è più parlato e ora siamo arrivati al punto che Atlantia accusa il governo italiano di aver violato le norme europee sui contratti e l’economia di libero mercato. Secondo un’anticipazione del Financial Times – ripresa da Il Giornale – la società ha scritto una lettera al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. Nella missiva, i vertici del concessionario lamentano che le norme del decreto Milleproroghe hanno permesso all’esecutivo di ‘ridurre drammaticamente’ la compensazione riconosciuta al gruppo nel caso di revoca anticipata al contratto di Autostrade per l’Ita lia”.

Scrive Andre Pegoraro, riprendendo le rivelazioni del quotidiano britannico, che il gruppo italiano “ha esortato Bruxelles a intervenire nella disputa riguardante il crollo del ponte di Genova nel 2018. Inoltre, il presidente Fabio Cerchiai e l’amministratore delegato Carlo Bertazzo hanno ribadito la loro contrarietà al cambiamento del meccanismo per stabilire i pedaggi autostradali”. Senza la nuova legge – riporta il giornale economico – il governo avrebbe dovuto pagare 23 miliardi di euro l’indennizzo per la risoluzione della concessione di Autostrade prima del 2038.

I manager di Atlantia si sono lamentati anche che l’esecutivo avrebbe imposto alla società di vendere la sua quota di maggioranza in Autostrade a Cassa Depositi e Prestiti a un valore ridotto, “creando un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri”. Proprio per questo, il gruppo ha chiesto a Bruxelles di intervenire in modo deciso con le autorità italiane “per far fronte alla violazione delle regole europee”. Nella lettera, Atlantia ritiene che le azioni del governo, compresa la nuova legge approvata per decreto, “viola i principi della legislazione europea, inclusi quelli che riguardano il rispetto dei contratti e l’economia di libero mercato”.

Intanto, strapagati studi legali internazionali, assoldati dagli investitori esteri di Atlantia, che pesano per oltre il 50% del capitale, stanno affilando le armi e monitorano ogni singolo passo e dichiarazione del governo per avviare l’azione di risarcimento danni più esosa del secolo, oltre i 20 miliardi del contratto in essere. Entro il 30 giugno, però, si dovrà arrivare a una decisione, altrimenti il governo correrà il rischio di dover pagare penali miliardari. E l’Europa cosa farà? Che dirà? Intanto le famiglie delle vittime del ponte Morandi aspettano giustizia.

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