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Manco all’ippica si possono dare! Gli operatori del settore lanciano l’allarme: ‘Cosi non ce la facciamo!’

Di seguito riportiamo l’appello lanciato da Laura Almerico, riguardante il mondo dell’ippica, un settore -abbandonato dal Governo- le cui problematiche sono messe ancor di più in evidenza dal Coronavirus.

“La non curanza di questo Governo è palese nella gestione del settore ippico italiano.
Date che si rincorrevano sui giornali, smentite, protocolli complicati, paure infondate, visto che già nelle “serie” scuderie utilizzano i disinfettanti per igienizzare gli ambienti.

Il Coronavirus, ha messo ancora di più in evidenza le problematiche di questo settore, ricordando a tutti che la crisi dell’ippica in Italia ha portato alla chiusura di tanti ippodromi e messo in difficoltà tutto l’indotto che intorno a essa girava.
Le scuderie più piccole sono state costrette a chiudere non potendo più sopportare tutte le spese senza un ritorno economico: Premi sempre più miseri, pagati in forte ritardo.

Negli ippodromi c’erano bar e ristoranti anche essi hanno dovuto chiudere.
Veterinari, maniscalchi, fantini e allenatori hanno dovuto cercare altre soluzioni lavorative o lasciare il proprio Paese e cercarsi lavoro dove l’ippica funziona e crea posti di lavoro.

Gli ippodromi sono strutture grandi, che possono rappresentare un punto di forza per la stessa città, come un “polmone verde”, se bene riorganizzati.
Mentre i francesi possono contare su France Galop, unico ente che si occupa del settore, noi dopo la fine ingloriosa dell’U.N.I.R.E siamo in balia delle onde con i decreti del Mipaaf.

Far correre a porte chiuse in Italia non porterà giovamento ad un settore già in forte difficoltà; anche perché non può contare su scommesse importanti come avvengono all’estero, dal mio punto di vista bastava programmare le entrate di persone con la vendita dei pre-biglietti in modo comunque da far pervenire alle strutture ulteriori entrate.”

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