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Ancora Astrazeneca agli under60: 8 ragazzi finiscono sotto osservazione. Cosa è successo

Pubblicato il 02/07/2021 12:59

Continua a procedere nel peggior modo possibile la campagna vaccinale italiana. Partita malissimo con Conte-Arcuri, le cose non vanno meglio con Draghi-Figliuolo. L’unica costante è ovviamente il ministro Speranza. Dopo i continui scarica barile e le incertezze sull’utilizzo o meno di Astrazeneca, e il dilemma sui richiami, alla fine si era giunti alla conclusione di somministrare il vaccino anglo-svedese solo agli over 60. Buffo ripensare a quando inizialmente dicevano proprio il contrario, cioè di somministrarlo solo ai giovani. Ma questo ci dà la conferma di come la vicenda vaccini sia avvolta da un’assenza totale di trasparenza e di verità. Nessuno sa nulla, si procede alla rinfusa e a farne le spese sono i cittadini. L’ultimo capitolo di questa triste questione arriva da Torino. Cosa è successo in questi giorni? (Continua a leggere dopo la foto)

Come racconta La Stampa, “sabato 26 giugno presso il Centro vaccinale anti Covid di Nole si è verificato un errore materiale nella fase di inoculazione, con conseguente somministrazione di prima dose di vaccino Astrazeneca al posto di vaccino Pfizer a 19 utenti (8 femmine e 11 maschi; 17 under60 e 2 over60). L’evento è stato immediatamente comunicato agli interessati e contestualmente è stato attivato un protocollo di sorveglianza, condiviso con gli utenti stessi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il protocollo prevede, oltre a una presa in carico attiva da parte di un medico dell’ASL con un contatto quotidiano, un monitoraggio ematochimico. Tutto questo per estrema cautela. “Al momento non si registrano sintomi diversi da quelli comunemente correlati alla vaccinazione anti Covid e la sorveglianza ematochimica non ha rilevato l’emergere di situazioni di rischio”. (Continua a leggere dopo la foto)

A seguito dell’evento occorso sono state ulteriormente rafforzate le procedure di controllo già operative ed è tuttora in corso un’approfondita analisi interna. Dunque, nonostante sia stato deciso di non somministrare Astrazeneca ai giovani, questo sta continuando ad avvenire. E purtroppo, da quel che risulta, Torino non è un caso isolato. I maligni dicono che fa parte dell’operazione di “smaltimento” delle dosi che altrimenti resterebbero inutilizzate e sul collo del governo.

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