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Arcuri, altri guai. I revisori dei conti: “Gonfiati i bilanci di Invitalia”

Prima che iniziasse a ricoprire il ruolo di supercommissario all’emergenza Covid, per volere dell’ex premier Giuseppe Conte, di Domenico Arcuri nessuno al di fuori dell’ambiente sapeva nulla. Chiamato a “salvare l’Italia”, ha in realtà collezionato solo figuracce e fallimenti. E una volta rimpiazzato dal generale Figliuolo, ha continuato nella sua raccolta di grane. L’ultima, come racconta La Stampa, riguarda Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, partecipata al 100% dal ministero dell’Economia e delle finanze, che Arcuri amministra dal 2007. Che ha fatto stavolta? (Continua a leggere dopo la foto)

La società di revisione dei conti Deloitte, alla quale sono affidati i giudizi sui bilanci di Invitalia e che, tra l’altro, ha gestito il riassetto dell’ex Ilva e il salvataggio della Pop di Bari, stanga Arcuri riscontrando alcune irregolarità. Per i revisori – si legge sul Giornale – nel bilancio 2020 mancano 20,5 milioni di perdite. “Secondo la critica di Deloitte, gli utili della società pubblica sarebbero stati 16,4 milioni e non i 36,9 annunciati da Arcuri e approvati «senza rilievi» dall’assemblea degli azionisti”. Cioè dal Mef, unico azionista, al 100%. (Continua a leggere dopo la foto)

Questi 20,5 milioni che ballano sarebbero legati alle svalutazioni degli immobili che rientrano nel piano di dismissioni di Invitalia. “Secondo i revisori tali rettifiche sono state inserite dalla società, volontariamente ed erroneamente, «nel prospetto della redditività complessiva anziché nel conto economico» come previsto dai princìpi «Ifrs» adottati dall’Ue. E ciò, sempre secondo Deloitte, «costituisce una deviazione rispetto a tali princìpi, in quanto non ricorrono le circostanze previste per la deroga dalla loro applicazione»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Insomma, Invitalia, sotto la guida di Arcuri, ha inserito le svalutazioni immobiliari in una riserva di patrimonio netto, quando per i revisori avrebbe dovuto riportarle nel conto economico, con un impatto negativo sul bilancio di 20,5 milioni. I revisori dei conti della società pubblica accendono dunque il faro sulle manovre, in questo caso contabili, di Arcuri, già noto nel governo Conte per i suoi disastri.

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