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Altro che svolta green: il 2021 rischia di passare alla storia come “l’anno delle trivelle”

L’ennesima contraddizione di un governo che ha fatto dell’incoerenza uno dei suoi principali marchi di fabbrica, è racchiusa nelle tante promesse di “rivoluzione verde” in arrivo per l’Italia, accelerata dai soldi del Recovery Fund che permetteranno miracoli (sempre che arriveranno mai). Parole che stonano, e non poco, con un 2021 che rischia invece di passare alla storia come “l’anno delle trivelle”: a partire dal prossimo agosto, potrebbero essere infatti almeno 90 i permessi per la ricerca di idrocarburi pronto riprendere il loro cammino verso l’approvazione dopo due anni di stop.

Altro che svolta green: il 2021 rischia di passare alla storia come "l'anno delle trivelle"

Tutte opere che, a causa del mancato stop nel Milleproroghe, sono pronte a rimettersi in marcia. Come riassume il Fatto Quotidiano, la maggior parte si trovano tra Marche e Abruzzo, nell’Adriatico, altre in Sicilia in prossimità, ad esempio, di Pantelleria e Favignana. E ancora la Calabria, il Salento in Puglia, Santa Maria di Leuca. Una cinquantina sono invece sparse per la terraferma. Il ministero dell’Ambinente e quello per lo Sviluppo Economico hanno avanzato l’ipotesi di una moratoria totale sulle trivelle. Senza però che si raggiungesse un accordo politico condiviso, con Italia Viva e il centrodestra che si sono schierati contro. Patuanelli ci riproverà a gennaio, ma non è detto che gli esiti siano migliori.

Altro che svolta green: il 2021 rischia di passare alla storia come "l'anno delle trivelle"

Il decreto semplificazione aveva introdotto nel 2018 la sospensione dell’iter per i permessi di ricerca e di prospezione per 18 mesi, inclusi quelli di valutazione di impatto ambientale, in attesa della stesura del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), una mappatura dell’Italia che avrebbe dovuto stabilire i luoghi idonei alla trivellazione. Un piano che, però, manca ancora, fermo addirittura alle fasi embrionali. E così resta incerto il destino delle tante richieste pendenti, con domanda di ricerche tanto in mare quanto sulla terraferma.

Altro che svolta green: il 2021 rischia di passare alla storia come "l'anno delle trivelle"

Era stato previsto un piccolo tesoretto, “16 milioni di euro per l’anno 2019 e 28 miliardi per quelli successivi”, da una relazione tecnica che identificava in queste somme la fonte di risarcimento per le eventuali cause e richieste di risarcimento. Soldi che sarebbero quindi fondamentali qualora si dovesse procedere a uno stop totale, ma dei quali non si conosce in realtà l’entità. Gli interessi petroliferi, d’altronde, sono alti: secondo Confindustria Energia le attività hanno generato nel 2018 un valore aggiunto di 3 miliardi impiegando circa 30 mila addetti. Ancora una volta, dunque, c’è il serio rischio che il governo non riesca a tenere fede alle proprie promesse.

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