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Addio vincolo dei due mandati: Grillo e la Raggi spazzano via l’ultimo totem dei 5 Stelle

Comunque vada, gli onorevoli Cinque Stelle si troveranno a ringraziare Virginia Raggi per il grande contributo alla causa. Non tanto nell’amministrare Roma, esperienza in realtà non particolarmente esaltante e che difficilmente potrà godere di un prezioso bis, quanto piuttosto per il suo ruolo-chiave in una delle più difficili missioni alla quale i parlamentari del Movimento erano chiamati: trovare il modo di eliminare il pericoloso vincolo dei due mandati e farlo digerire a degli elettori non più propriamente in linea con le scelte del partito. Proprio la sindaca di Roma ha giocato in questo senso un ruolo chiave, permettendo di riuscire in un’impresa che fino a qualche mese fa sembrava ancora impossibile.

Addio vincolo dei due mandati: Grillo e la Raggi spazzano via l'ultimo totem dei 5 Stelle

Il post di Beppe Grillo insieme alla Raggi accompagnato dalla scritta “Daje!” ha spazzato via, da solo, un’epoca. Scardinando l’ultimo dogma che ancora resisteva tra i pentastellati, l’ultima promessa ancora non tradita. Il concetto è semplice e chiaro a tutti: se la sindaca di Roma avrà l’occasione per un terzo mandato, allora lo stesso può accadere in futuro con qualsiasi big del Movimento. Una svolta. Per chi temeva di perdere definitivamente la poltrona, certo. Ma anche per chi vedeva in Alessandro Di Battista un pericoloso nemico ormai alle porte: e invece il Dibba, che in teoria di mandati alle spalle ne ha solo uno al contrario di tanti suoi colleghi, dovrà rassegnarsi. Le regole sono cambiate, la partita in corso non è più la stessa.

Addio vincolo dei due mandati: Grillo e la Raggi spazzano via l'ultimo totem dei 5 Stelle

L’occasione di rompere definitivamente col passato e le sue gravose imposizioni è stata servita su un piatto d’argento ai vertici del Movimento dalla bollente situazione romana. Quella che vede Pd e Cinque Stelle divisi sul candidato da scegliere e ora magicamente concordi, grazie alla Raggi, sulla rotta da seguire: i grillini ci riproveranno con Virginia, i dem troveranno a loro volta il loro nome. Chi dei due andrà al ballottaggio col centrodestra potrà poi contare sui voti della fazione che si è rivelata più debole al primo turno. Uno schema che poteva funzionare solo e soltanto in caso di ennesimo assalto al Campidoglio del primo cittadino in carica.

Addio vincolo dei due mandati: Grillo e la Raggi spazzano via l'ultimo totem dei 5 Stelle

Un piano perfetto, insomma, con tanto di giustificazione pronta da dare in pasto agli elettori, sempre che ce ne sia ancora qualcuno che rinfaccia ai Cinque Stelle le battaglie dei bei tempi che furono: “O così o avremmo perso Roma senza combattere, dobbiamo pensare al bene del partito”. Il rischio era quello, infatti, di incagliarsi sulla scelta di un nome condiviso dai giallorossi e non venirne più a capo. Meglio così, dunque. Anche perché l’abolizione dei due mandati permetterà di riproporre in futuro schemi cari ai protagonisti presenti, senza il rischio di dover lasciare la scena. Un affare per tutti, con la benedizione di Conte, Di Maio, Grillo e Zingaretti.

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