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“70 mila motori spenti”. La protesta dei tir ferma l’Italia ed è solo l’inizio

Pubblicato il 14/03/2022 12:39

Oltre 70 mila mezzi pesanti fermi, bloccati per protesta contro il caro carburante che nelle ultime settimane ha messo in ginocchio l’Italia e al quale il governo continua a non voler far fronte, limitandosi a lanciare appelli e invitare tutti alla calma. Senza, per esempio, intervenire per tagliare le accise su benzina e gasolio, continuando invece a incassare i soldi delle tasse non preoccupandosi di chi, di questo passo, rischia di non riuscire più ad arrivare a fine mese.

Una protesta, quella dei mezzi pesanti, che avrebbe potuto essere anche molto più grossa, visto che soltanto in extremis alcune società di committenza sono intervenute, riconoscendo all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa: il numero dei mezzi che non partiranno avrebbe potuto essere addirittura quattro volte maggiore, secondo Repubblica.

“Ciò accade indipendentemente da qualsiasi sostegno e coordinamento – ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – fornito dalla nostra Associazione a livello nazionale”. Due giorni fa, la Commissione di garanzia per gli scioperi aveva bloccato lo sciopero dell’autotrasporto proclamato per il 14 marzo, per il mancato rispetto dell’anticipo di 25 giorni della proclamazione e per la mancanza d’indicazione di una durata. Ma Trasportounito ha obiettato che quella in corso è una protesta spontanea.

“Parliamo di imprenditori che per far quadrare i bilanci hanno calcolato che è più conveniente non effettuare trasporti, piuttosto che riempire i serbatoi degli autocarri senza nemmeno avere la copertura della spesa del carburante, il cui costo è schizzato a livelli insostenibili. Si tratta di una scelta individuale – ha spiegato la portavoce di Ruote Libere, Cinzia Franchini.Franchini – che non ha nulla a che vedere con proteste irresponsabili che abbiamo sempre condannato, ma che nasce solo dalla volontà di arginare le perdite e che anche diversi imprenditori aderenti a Ruote Libere adotteranno. Come associazione rispettiamo questa scelta e siamo vicini a tutti quegli autotrasportatori che si trovano davanti a un bivio drammatico per la loro vita lavorativa”.

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